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Giornalismo spazzatura e cattiverie: giù le mani dalla famiglia Lapietra

di SERAFINO CARUSO

peperoncino jazz

Il logo della Lapietra Costruzioni

Adesso basta! Il giornalismo è una cosa seria e nessuno si può permettere di scrivere sciocchezze e falsità su siti internet e sui social, né tantomeno inviare mail frutto di mera fantasia e cattiveria. Diciamo basta alla continua campagna denigratoria portata avanti nei confronti di chi, come la famiglia Lapietra, da anni si dedica al miglioramento socio-economico del territorio con spirito di sacrificio e lavoro onesto. Ipotesi denigratorie figlie, evidentemente, della cattiveria di qualche spirito represso e ignobile sovraccaricato di insana invidia, che dietro l’infausto utilizzo delle nuove strumentazioni tecnologiche e delle lettere anonime “firmate” vuole colpire chi invece del lavoro serio e onesto ha fatto la propria ragione di vita. Il giornalismo è cosa seria, dicevamo. E va utilizzato, senza deliri di onnipotenza, per dare le giuste informazioni alla gente. Le fonti devono essere verificate. Le notizie devono essere condite di verità e non di menzogne. E’ la prima regola per chiunque svolga o si accinga a svolgere questo lavoro. Purtroppo da un po’ di tempo a questa parte si continua a utilizzare qualche sito internet per gettare gratuitamente fango su chiunque e nulla più. Con la complicità, peraltro, di una parte di “lettori” che amano cliccare “mi piace” e commentare senza il benché minimo senso di responsabilità e cognizione di causa. Alla faccia del giornalismo vero e della verità.

LA FAMIGLIA LAPIETRA CON LE AREE SOCIALI NON C’ENTRA NULLA. CHE SIA CHIARO!

La misura è stata superata in varie occasioni, ma adesso siamo arrivati a livelli inammissibili di sopportazione. La famiglia Lapietra, giusto per entrare nello specifico, non ha bisogno di alcuna area sociale su cui costruire e rendere reali i propri progetti edilizi. Con il bando delle aree sociali la famiglia Lapietra, che alle spalle ha una storia di serietà professionale e imprenditoriale non inferiore a nessuno, non c’entra assolutamente nulla. Che sia chiaro una volta per tutte! Ha, infatti, a disposizione tanti di quei lotti di terreno su cui costruire per intere altre generazioni. A Rossano ha fatto la storia dell’edilizia, costruendo edifici moderni e ammirati da chiunque, vincendo regolari bandi pubblici per la costruzione del liceo scientifico e dell’industriale, oltre che per l’edilizia sociale (a proposito: a Rossano tali bandi sono stati vinti da altre cinque società, ma si ama continuare a tirare in ballo sempre e solo la famiglia Lapietra: perché?). Vanto e orgoglio della famiglia Lapietra è anche la costruzione, nel 1992, del palazzo di vetro già sede dell’ex Asl n.3. Tutto questo continuando a dare lavoro a centinaia di famiglie. Quindi, la si smetta di mistificare la realtà e tirare inappropriatamente sempre in mezzo, usando peraltro lo strumento ignobile dell’anonimato, chi ha dato e continua dare lustro a questa città. La famiglia Lapietra non saprebbe cosa farsene di un lotticino di terreno comunale adibito ad area sociale. Dalla sua parte ha imprese limpide e cristalline in vari ambiti, tra cui quello agricolo ed editoriale, oltre a quello edile. Non ha bisogno, quindi, né di aree sociali né di prestanomi per portare avanti i propri progetti imprenditoriali. La si smetta, una volta per tutte, con questa meschina campagna denigratoria, su cui sarebbe peraltro opportuno iniziare ad aprire una seria inchiesta per smascherarne definitivamente i malcelati mandanti. Una regolamentazione del mondo dell’informazione, compresi i social network, più approfondita e aggiornata ai tempi, appare quanto mai necessaria. Comprendiamo, infatti, l’errore, ma non la malafede. E quì di malafede, purtroppo, si tratta.

QUESTO TERRITORIO NON HA BISOGNO DI CATTIVERIA: BASTA ALLE DENIGRAZIONI!

Rossano e il territorio circostante, insieme alla vicina Corigliano con cui presto si formerà il nuovo Comune unico, hanno bisogno di una mentalità più aperta, più viva, più dinamica. Un tessuto sociale e imprenditoriale pronto alle sfide del tempo attuale e futuro. Cattiveria e falsità vanno fermate. Il giornalismo, quello vero e di qualità, è chiamato a fare la sua parte. Può e deve essere d’aiuto all’imprenditoria sana e alle istituzioni, al bene comune e alla crescita di tutto il territorio e dei cittadini. Solo così si può ambire al tanto agognato salto di qualità e al miglioramento generale della qualità della vita nella futura città Corigliano-Rossano e nella Sibaritide. Il mondo del falso, della cattiveria e delle calunnie non ci appartiene. Siamo pronti anche noi, del resto, a inviare le lettere di un certo tenore: ma con tanto di nome e cognome leggibili.

 

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