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Geraci salva Corigliano: nella conferenza di fine anno le autoesaltazioni del sindaco e dei suoi

di FABIO BUONOFIGLIO

conferenza-fine-anno-coriglianoIl salvatore – anzi i salvatori – della patria. Tale si considera il sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, e tali si considerano i suoi assessori. È stato questo l’impatto del cronista nell’ascoltare le sue, le loro parole, nel corso della conferenza stampa di fine anno tenuta martedì mattina da parte del primo cittadino coriglianese e dei componenti la sua amministrazione.
A dispetto del dato di fatto che da lungo tempo fa invece emergere un fortissimo stato di malcontento popolare da parte dei cittadini amministrati, sempre più palesemente insofferenti proprio nei confronti di coloro i quali malrappresentano le pressanti istanze tese a rivendicare il diritto di vivere in una città vivibile, oppure soltanto un pò meno invivibile di come si presenta. «Abbiamo ereditato una città disastrata da un baratro amministrativo e finanziario – afferma con convinzione il sindaco – e a distanza di due anni e mezzo possiamo dire con soddisfazione d’essere riusciti ad evitare lo spauracchio del tracollo definitivo ed irrimediabile, perché il dissesto finanziario era appena dietro l’angolo quando nel giugno del 2013 ci siamo insediati».
Ed è un ritornello, questo, che gli operatori dell’informazione – e attraverso essi i cittadini coriglianesi – conoscono ormai a menadito. È il ritornello sintomatico di quanti hanno ben poco o nulla da dire ai cittadini. Se non a cercare, invano, delle giustificazioni al loro essere ed al loro stare lì – “nel palazzo” – senza dare alcun visibile orizzonte a una città morente. «Stiamo rinascendo attraverso un grande dinamismo culturale» sostiene invece in modo convinto e per nulla convincente – anzi ridicolo – l’assessore alla Cultura, Tommaso Mingrone. Il quale ha pure insistito: «Per gli apprezzamenti che ci giungono dall’esterno proprio in tale ambito posso dire che in provincia di Cosenza, dopo il capoluogo, per dinamismo e produzione culturale non siamo secondi a nessuno».
Ma il festival di Cannes non ha spostato la propria sede a Corigliano Calabro e l’amministratore si riferiva al prossimo festival del teatro amatoriale italiano che nei prossimi mesi sarà ospitato nella sua città. Quella del sindaco Geraci è dunque un’amministrazione arciconvinta di “fare bene”. Ed è per questo che il primo cittadino polemizza alacremente con «giornali e giornalisti inclini solo e soltanto al livore nei confronti del sottoscritto e dei miei collaboratori: l’Eco dello Jonio per esempio». Lo dice al cospetto del direttore della testata, oltre che del cronista. E lo dice in riferimento alle critiche piovute sulla sua amministrazione sul tema della prospettata fusione amministrativa con la confinante città di Rossano, che vede il Comune di Corigliano Calabro tergiversare in modo dilatorio esattamente da un anno nel portare alla discussione e al voto del Consiglio comunale l’atto cosiddetto “d’impulso” alla fusione, quello che aprirebbe la strada al referendum consultivo delle popolazioni residenti nei due più grandi comuni dello Jonio cosentino.

«Entro il prossimo 15 gennaio riuniremo il Consiglio comunale proprio sulla discussione e la deliberazione relativa all’atto d’impulso, che noi come amministrazione sosterremo», ha detto Geraci. L’impegno è preso dunque, ma la polemica sui paventati trasferimenti d’infrastrutture sanitarie da Corigliano a Rossano tiene alto il livello di guardia da parte del sindaco. Il quale, tornando a ragionare delle cose di “casa propria”, non appare affatto preoccupato né si preoccupa che alcuni funzionari comunali continuino ad operare quali responsabili unici di procedimenti amministrativi in merito ad affidamenti diretti per lavori e forniture benché indagati per abuso d’ufficio dalla Procura antimafia di Catanzaro che ne chiede il rinvio a giudizio per avere favorito, qualche anno fa, l’appurata associazione di ‘ndrangheta locale. «Siamo assolutamente garantisti», ha detto Geraci. E il concetto, ovviamente, vale pure per se stesso indagato dalla Procura di Castrovillari per disastro ambientale relativo alla – non – depurazione delle acque.

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