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Geraci: “Il futuro di Rossano e Corigliano insieme”

Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci

Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci

«L’area urbana è la premessa per un futuro, unico, grande comune». Giuseppe Geraci è uno dei leoni ruggenti della politica locale, fra chi non antepone gli interessi personali a quelli della comunità.
Insomma, un uomo delle istituzioni che sa andare dritto al punto, senza giri di parole, senza colpire alle spalle. Si presenta in redazione con l’unico scopo di affrontare l’argomento “fusione”, intrapreso forse con troppa foga e rallentato dalla quotidianità. Col garbo che lo contraddistingue, il sindaco di Corigliano chiarisce che il rallentamento non dipende da ripensamenti sulla bontà dell’operazione, né da attriti con il “vicino di casa”.
«I rapporti con Antoniotti? Ottimi e di grande collaborazione, niente che possa far procrastinare l’operazione fusione. Sono rimasto sorpreso dall’assenza del mio collega (in un primo momento era stato organizzato un forum fra sindaci, ndr). Gli aspetti in comune sono tanti, lo testimoniano il depuratore consortile e l’ospedale della Sibaritide oltre ai Pisu. La diretta conseguenza è l’obbligo della fusione per la quale, però, si è forse partiti con una forte accelerazione. Sia io che Antoniotti abbiamo bisogno di riflettere a fondo su che base effettuare la fusione».
Il primo cittadino ausonico specifica che il rallentamento non è ovviamente dettato da questioni di campanile. «È vero, esiste qualche reticenza storica, che comunque stiamo superando, ma che Corigliano possa essere accusata di campanilismo mi pare troppo. Resta il fatto che sulla fusione siamo d’accordo ma una riflessione su come debba essere impostata, è d’obbligo così come lo è sondare le opinioni dei coriglianesi e dei rossanesi perché vi è il rischio di costruire una scatola vuota. Se deve essere solo uno specchietto per le allodole, meglio rallentare perché la fretta è cattiva consigliera».
«Quali i benefici? Uno su tutti: saremo 80 mila abitanti, con tutte le conseguenze del caso. Ovvero un aumento del peso specifico in politica che ci renderebbe una “potenza” in tutti gli ambiti. Saremmo stati ancora più forti con l’esprimere un presidente della Provincia? Probabilmente sì. Ringrazio ancora la mia maggioranza consiliare per aver indicato la mia persona, ma non avrei avuto il tempo di ricoprire il doppio incarico. Corigliano è città delicata che necessita di cure quotidiane: voglio fare il sindaco a 360°».

In conclusione, si parla di tempi. «Certamente non andremo alle calende greche, ma dovremo discutere concretamente. Probabilmente se i tempi si sono allungati, è perché i problemi delle nostre città ci hanno assorbito le energie.  Potremmo recuperare, iniziando – per esempio – da una stagione turistica comune. Il nostro lungomare – termina sorridendo – è arrivato al confine, ora attendiamo che quello rossanese si tenda verso di noi. I turisti che giungeranno con le crociere potrebbero già trovare un’offerta vacanziera che ci accomuni, se iniziamo a lavorarci insieme da subito».

l. l.

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