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Gattuso allenatore del Milan: vittoria di una terra e di un popolo

Rino Gattuso quando indossava la fascia da capitano del suo Milan

di SERAFINO CARUSO

Rino Gattuso è il nuovo allenatore del Milan: prende il posto dell’esonerato Vincenzo Montella. Con lui, su quella panchina tanto gloriosa quanto scottante, siederà simbolicamente la faccia pulita della Calabria e di tutti i calabresi. Una carriera ricca di successi, soprattutto da calciatore. Poi la decisione di appendere le scarpette al fatidico chiodo e intraprendere la carriera di allenatore. Prima al Sion in Svizzera, poi con con l’Ofi Creta. Esperienze di cui farà tesoro nel corso del prosieguo degli anni. Quindi il debuttto in Italia, in Lega Pro con il Pisa. Con cui, nonostante tanti problemi societari, riesce a vincere il campionato ai play off. Un’annata da incorniciare, in cui il nostro “Ringhio” ha sfoderato tutto il suo carattere con la proverbiale grinta degli anni migliori. L’anno dopo riparte di nuovo dai nerazzurri toscani, ma l’avventura termina con la retrocessione. Quindi quest’anno l’accordo con il “suo” Milan per allenare la Primavera. Un inizio non proprio esaltante (sconfitta nel derby e in casa con il Sassuolo), ma poi arrivano sei vittorie, un pari e un’altra sconfitta.

AL MILAN SERVIVA UNA SCOSSA: LA PROVERBIALE GRINTA DI RINO FARA’ BENE ALLA SQUADRA

Rino con la Coppa del Mondo nel 2006

Già da qualche settimana il nome di Gattuso era associato a una possibile sostituzione dell’aeroplanino Montella. Ieri in tarda serata, dopo l’ennesimo risultato deludente (0-0 in casa con il Torino) la decisione del duo Fassone-Mirabelli, che è stata annunciata stamattina. Il Milan non sembra avere un organico che possa competere con le grandi del campionato, ma nemmeno da settimo posto a diciotto punti dal Napoli. Serviva una “scossa” ai calciatori. Quella che potrà dare l’arcigno Rino Gattuso, che del proprio carattere ha sempre fatto il suo pezzo forte, sia da calciatore che da allenatore. Certo occorrerà anche dell’altro a questo Milan, ma per il momento la squadra andava risollevata moralmente: giocatori molli in campo, senza grinta, senza determinazione. La parabola di Bonucci è un po’ l’emblema di questa squadra che merita ben altri palcoscenici. E siamo sicuri che Gattuso darà quello che serve.

A GATTUSO GLI AUGURI DEL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

Gattuso riceve la coppa del Trofeo “Luigi Berlusconi” dalle mani del Presidente Silvio Berlusconi

Rino Gattuso si è sempre contraddistino, non solo sul campo. Lodevole la sua iniziativa della Fondazione “Forza Ragazzi”, creata a Corigliano con lo scopo sociale di far giocare a calcio i ragazzi meno fortunati. Del resto lui non ha mai rinnegato le sue origini, quando giocava scalzo sulla spiaggia di Schiavonea. Dove anni fa ha trasformato il campo “Maria ad Nives” in una piccola Milanello. In questa scuola calcio, diretta dal suo amico di sempre Valentino, i ragazzi giocano gratis. E’ per questo che Rino ha sempre attirato le simpatie di tutto il mondo calcistico, nazionale e internazionale: per il suo grande cuore.

E non a caso a Gennaro Gattuso sono subito arrivati gli auguri dell’ex proprietario del club rossonero, Silvio Berlusconi. È lo stesso ex premier, via Twitter, a dire di aver chiamato il nuovo tecnico rossonero. “Ho avuto una lunga, affettuosa e cordiale telefonata con il mio vecchio guerriero Rino Gattuso. In bocca al lupo. Forza Rino! E…naturalmente, Forza Milan!”, ha scritto Berlusconi. Per Gattuso, quindi, una nuova grande sfida: la panchina del “suo” Milan. Dopo aver vinto tutto da calciatore con la maglia rossonera e la vittoria al Mondiale nel 2006, adesso il grande calcio. Obiettivo far risalire la squadra rossonera il prima possibile e puntare al ritorno in Champions League.

A Rino Gattuso i complimenti e gli auguri da parte de L’Eco dello Jonio

 

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