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Gatti murati a Rossano, consigliera Zangaro: “un episodio sufficiente per etichettarci come mostri”

“Siamo finiti sui giornali: gatti murati vivi!”

gattiIntervento a gamba tesa del consigliere comunale di maggioranza di Corigliano Rossano Liliana Zangaro sul tragico episodio di alcuni gatti murati vivi a Rossano, balzato agli onori di tutte le cronache. “Come al solito un episodio è sufficiente per descrivere tutto il Sud come un mostro. Siamo finiti sui giornali: gatti murati vivi! Se la vicenda per come descritta dovesse corrispondere al vero è chiaro che siamo tenuti a prendere atto di una situazione grave e che impone una seria riflessione. La cittadinanza è divisa tra chi ama in modo viscerale gli animali e si prende cura dei randagi, tra chi è indifferente e chi, POCHISSIMI, capaci di compiere gesti deprecabili.

Nel mio intervento in Consiglio Comunale, partendo dal presupposto che il randagismo è una problematica causata dall’uomo, dalla cattiva gestione degli animali domestici, lasciati incontrollati e liberi di riprodursi, ho rimarcato che le nostre linee di azione per il contenimento del fenomeno hanno come obiettivo non solo l’attuazione di campagne di sterilizzazione e di controlli e sanzioni per mancata microchippatura, ma anche la formazione e l’educazione del contesto sociale.

STANZIAMENTO DI COLONIA VIENE TUTELATA DAI GIUDICI A PRESCINDERE

Ciò avverrà attraverso attività dirette a conoscere gli animali e ad attuare il possesso responsabile (attività che riguarderanno le scuole, i tecnici, gli operatori del settore e la popolazione) e attraverso l’emanazione del REGOLAMENTO COMUNALE sul benessere animale in modo da dare ai cittadini una linea comportamentale CHIARA. Tali linee comportamentali hanno come finalità quella di favorire la conoscenza degli animali, una corretta convivenza e il possesso responsabile. Anche chi decide di occuparsi dei randagi deve rispettare delle regole e cioè evitare disagi e preservare l’igiene e la pulizia dei luoghi ove viene somministrato il cibo non fosse solo per alimentare l’intolleranza di qualche scellerato. La Legge 281/91 prevede il divieto, per chiunque, di maltrattare i gatti che vivono in libertà.

Per le colonie feline in particolare esse potrebbero essere, per esempio, riconosciute dal Comune su richiesta di chi vuole occuparsene (tutor) e che si impegna a rispettare una serie di prescrizioni per una corretta gestione. Al di là del riconoscimento e senza distinzione di zona, sia essa pubblica o privata, lo stanziamento di una colonia viene dai Giudici TUTELATO a prescindere; garantendo però anche gli interessi degli abitanti. E’ lecito ed etico dare da mangiare ai randagi (vietarlo equivale a maltrattamento), ma nel RISPETTO delle esigenze e del possesso altrui, evitando il più possibile disagi, assicurando la pulizia delle aree e prevedendo magari soluzioni alternative come, per esempio, il posizionamento di ciotole con il cibo lontano dalle case e dalle zone frequentate”.


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