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L’ufficio stampa e il brevetto della macchina del tempo: il comune chiede “trasparenza”

Per il municipio la proposta tecnica deve essere “accessibile” almeno nelle parti che hanno consentito alla Commissione di attribuire il punteggio

A Corigliano-Rossano la gara per la comunicazione e l’ufficio stampa dell’ente sta diventando un giallo dai contorni esilaranti. Degno di una vera e propria commedia. In premessa di ogni cosa bisogna sempre ricordare che stiamo parlando di un “appaltino” per un servizio che si sarebbe potuto assegnare con la formula dell’affidamento diretto. Invece, ne è venuta fuori una cosa (non sappiamo come altro definirla) che farebbe rabbrividire persino l’avvocato azzeccagarbugli.

Prima una gara lunghissima, durata nove mesi. Poi la valutazione delle offerte a ribasso (quando si sa che un servizio offerto ai saldi sarà sicuramente un servizio light). Poi, infine, il colpo di scena, la richiesta di accesso agli atti da parte di alcune società escluse e la risposta che non ti aspetti: la società vincitrice, la blasonata Pirene di Roma, pone “il segreto aziendale” sulla sua proposta.

E già, perché la gara per la comunicazione istituzionale in verità celerebbe magheggi di bolscevica memoria. Da “fonti ben informate” abbiamo saputo che la produzione di comunicati stampa e informazioni per conto dell’Amministrazione comunale, in realtà sarebbe solo un’apparenza, in verità la gara per la comunicazione è solo un pretesto per permettere ad ingegnosi operai di lavorare in una delle stanze del municipio al un nuovo brevetto per viaggiare nel tempo. Qual è il segreto? Forse la soluzione per costruire il celebre “flusso canalizzatore” caro al dr Emmet Brown? Ovviamente scherziamo. È una burla. Ma opportuna a far capire l’assurdità del momento.

Assurdità sulle quali non poteva soprassedere nemmeno lo stesso Comune. E infatti, dopo la richiesta negata ai ricorrenti di accedere agli atti e particolarmente alla proposta tecnica, gli uffici del Municipio – probabilmente anche con un certo imbarazzo – hanno scritto alla società Pirene chiedendo “trasparenza”.

«Pur rimarcando l’oggettiva tutela del know how – si legge nella missiva del municipio alla società vincitrice dell’appalto – riconducibile alle strategie aziendali… si precisa che il principio della trasparenza induce… a chiedere di specificare le porzioni di offerta tecnica suscettibili di essere oscurate… lasciando viceversa accessibili quelle parti che hanno orientato il percorso valutativo della Commissione giudicatrice ai fini dell’attribuzione del punteggio».

Ormai brancoliamo nell’ovvio!


 

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