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Fusione, vince il sì. Inizia ora la vera sfida

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

fusione

Località Insiti

Fusione: vince il Sì, in un contesto di diserzione oramai fisiologica dalle urne, che trae origine dall’antipolitica, e dal fatto che molti cittadini dell’area urbana hanno la residenza a Corigliano e Rossano ma vivono altrove per ragioni di lavoro e di studio. Ad incidere, inoltre, il tardivo attivismo delle amministrazioni comunali. Intanto il dato storico nel contesto regionale e nazionale è che nasce la terza città della Calabria, che potrà far leva sul suo peso demografico, non in conflitto con altri territori ma al fianco, al fine di aumentare quel potere contrattuale nel contesto nazionale, e in Calabria nei rapporti di forza interni tra le varie realtà disomogenee perché preda delle solite contrapposizioni territoriali.

Oggi, insomma, Corigliano-Rossano entra a pieno titolo nelle macro aree d’interesse. Come non ricordare l’ingiusta retrocessione nel capitolo delle aree urbane nel non lontano passato, quando la politica regionale decise di equiparare l’attuale città di 80mila abitanti ad aree urbane di densità minore, depotenziandola sul versante dei fondi di finanziamento comunitari. Oggi, finalmente, si volta pagina. Si può guardare al futuro con un margine di speranza maggiore.

GUIDARE IL PROCESSO CON PERSONALITA’ DI SPICCATA MORALITA’

Occorrono tuttavia uomini e donne capaci di sapere governare questo processo, lontani da logiche di corruttela e di malcostume, amanti del territorio e rispettosi dei cittadini. E’ un processo, quello della fusione, che nasce dal basso. Un ruolo determinante è stato svolto dal coordinamento delle Cento Associazioni a cui va riconosciuto il merito di aver tenuto negli anni la lampadina sempre accesa sul tema, lottando contro lo scetticismo di tanti, ivi incluse le istituzioni locali e regionali. E poi tutti i comitati sorti spontaneamente a Rossano come a Corigliano, i cui componenti si sono autofinanziati per portare avanti il progetto. Apprezzabile il ruolo dei sindacati confederali e di base che hanno ben interpretato il loro ruolo schierandosi a fianco di una battaglia produttiva per il territorio

LA VERA  SFIDA INIZIA ORA

La vera sfida, ad ogni modo, inizia adesso. Non sarà facile guidare questo processo. E il movimentismo civico dovrà svolgere un ruolo attivo, di controllo e di supporto alla politica, con il coinvolgimento condiviso del popolo del No, le cui ragioni di dissenso ruotano prevalentemente attorno alla mancanza di uno studio di fattibilità. La nascita della città unica ha bisogno del contributo di tutti: sbagliato delegare alla sola politica tanta responsabilità, tantomeno assumere l’atteggiamento di chi attende un minimo errore per gridare “a lupo a lupo”. L’antidoto rimane la partecipazione attiva e attenta e una politica inclusiva delle parti sociali.

L’ABBRACCIO CULTURALE TRA LE DUE CITTA’

Al di là degli aspetti materiali, tuttavia, assume rilevanza straordinaria l’abbraccio culturale tra le due città, contigue fisicamente ma distanti e per alcuni versi in conflitto su molti temi da sempre. In questa fase è inutile rinvangare il passato che presenta lati positivi, ma anche tante zone grigie ed oscure. E’ tempo di guardare al futuro e di muoversi con strategia e acume, partendo dall’emergenza sanità, in particolare la realizzazione dell’ospedale unico di contrada Insiti, a seguire le questioni urbanistiche, la giustizia, l’organizzazione della macchina comunale, l’istituzione dei municipi, la localizzazione degli uffici, la questione del trasporto pubblico e delle infrastrutture. L’istituzione della città unica è un primo strumento importante che potrà aprire le porte allo sviluppo, alla crescita, all’occupazione.

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