Home / Attualità / Fusione: il ruolo della politica e i quattro punti cardine

Fusione: il ruolo della politica e i quattro punti cardine

di SERAFINO CARUSO

oliverio

Il Presidente della Regione Calabria, on. Mario Oliverio

Adesso che la fusione è stata voluta dalla maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne domenica scorsa, non abbiamo più alibi. Senza tanti giri di parole, la nuova città Corigliano Rossano, la terza per numero di abitanti della Calabria, deve essere costruita il più velocemente possibile. Va costruita, però, soprattutto nell’animo: fatta Corigliano Rossano, adesso vanno fatti i coriglianesi-rossanesi, potremmo dire parafrasando qualcuno. Un cammino non facile, un percorso pieno di insidie, ma affascinante allo stesso tempo. Le due popolazioni, a dire il vero, dialogano da sempre. Si sentono unite, seppur continuano a insistere alcune sacche di campanilismo sfrenato. Intanto, al netto della pur sostanziale astensione soprattutto coriglianese (questo referendum è stato snobbato più di quello costituzionale svoltosi circa un anno fa), ha vinto il “Sì”. E di questo dato tutti devono tenerne conto. In primo luogo il Presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio. Il quale, a dire il vero, si è sempre contraddistinto per il proprio appoggio verso questo processo di fusione. Oliverio conosce molto bene le due realtà cittadine e la Sibaritide. A lui, adesso, il compito di imprimere una forte accellerazione politica per l’approvazione della legge regionale a firma Giuseppe Graziano per l’istituzione della nuova grande Città.

TRIBUNALE, NUOVO OSPEDALE, TRENI A LUNGA PERCORRENZA E ENEL LE PRIORITA’ 

I Sindaci di Rossano e Corigliano: Stefano Mascaro (a sinistra) e Giuseppe Geraci

Potrebbe esserci il rischio che le cose si portino per le lunghe e il progetto fusione possa impantanarsi nelle sabbie mobili che da sempre tengono questo territorio legato al passato. Una volta nominato il Commissario che dovrà traghettare, insieme ai due Sindaci in carica Mascaro e Geraci, la nuova città alle prossime elezioni uniche, non avremo problemi. E allora sotto con impegno e lavoro: piano di fattibilità, gruppi di lavoro comuni e tanto altro. C’è molto da fare. E’ da ripensare una macchina comunale unica. Tutto deve essere riprogettato. Adesso che siamo una Città di 80.000 abitanti (al lordo dei residenti all’estero e dei tanti studenti che vivono ormai fuori pur mantenendo la residenza quì) ci si deve organizzare affinché si richieda, da subito, un tavolo tecnico con Regione e Governo affinché si discuta di quattro assi portanti.

Parliamo del ritorno del Tribunale a Rossano (o a Corigliano, in attesa che venga costruito magari un nuovo Tribunale a Insiti o finanche a Sibari, perché no). Parliamo della costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide e, nell’attesa, della decente tenuta degli ospedali esistenti e la riapertura dei presidi di Trebisacce e Cariati. Ma parliamo dell’immediato ripristino almeno dei treni diretti a lunga percorrenza Crotone-Milano e Crotone-Roma, possibilmente con orari non proibitivi e disincentivanti. Così come parliamo del futuro della centrale Enel di contrada Cutura: che sia Futur-E o altro, ci si sbrighi nel fare qualcosa di concreto.

CI SI RIMBOCCHI DAVVERO LE MANICHE: L’EMIGRAZIONE CONTINUA A IMPOVERIRCI

I giovani, ma anche i meno giovani, non possono più aspettare. Di disoccupazione questo territorio sta morendo. E non ci si può aggrappare ai soliti pochi imprenditori che fanno impresa in mezzo a tante difficoltà. Occorre rimettere in moto tutta l’economia. E lo si fa soltanto facendo investimenti concreti e garantendo servizi. Attraendo persone da fuori territorio, così come sta facendo Cosenza. E magari anche istituire un paio di facoltà universitarie di alto livello. Il materiale su cui lavorare c’è. Adesso occorrono soltanto alcune cose: volontà, capacità, amore per questo territorio, onestà e competenza. E allora sì che possiamo ambire a diventare, nei fatti, la terza Città, se non la prima, della Calabria.

Commenta

commenti