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Fusione, polemiche inutili. L’invito è all’unità

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

fusioneSulla fusione se non si sta attenti si rischia di perdere una grande occasione storica di riscatto generazionale. I meccanismi conflittuali post referendari ruotano prevalentemente attorno alle patenti di paternità, ai meriti da distribuire, alle velleità personali da capitalizzare in prospettiva in ambito politico. Tutto questo frammenta, disgrega, non unisce ma allontana, in un momento delicato in cui occorre essere più uniti che mai. Un ruolo importante in questo processo lo ha avuto tanto il movimentismo civico quanto la politica, i tentativi di espropriazione da una parte o dall’altra non portano a nulla se non a sgonfiare il potere contrattuale del territorio. E anziché lavorare nella direzione di fare numero, coinvolgendo anche gli scettici di un tempo o i sostenitori del “no”, si litiga tra le stesse rappresentanze del “si”. Un modo come un altro per farsi del male, la solita azione suicida che dimostra incapacità dell’intera classe dirigente nel saper gestire o governare una fase di straordinaria rilevanza progettuale e sociale.

NECESSARIA L’UNITA’ NON SOLO POLITICO-ISTITUZIONALE, MA DEL MOVIMENTISMO CIVICO

Si discute sullo Statuto, sul personale, sul bilancio, temi importanti ma che non modificano di una virgola le vere necessità del territorio che urla lavoro, sviluppo, rilancio dell’economia, sanità, infrastrutture, trasporti, giustizia. E allora, anziché perdere tempo su polemiche tanto inutili quanto sterili, si ritiene auspicabile che tutte le forze in campo si possano ritrovare sotto un unico tetto per meglio organizzare le attività di rilancio di una piattaforma rivendicativa che dovrà mostrare i “muscoli” per ottenere ciò che non solo è stato tolto, ma postazioni proporzionate a una città di 80mila abitanti. Sarà una dura battaglia, non facile, perché bisognerà far capire al legislatore che, oggi, la prima città della provincia di Cosenza è proprio Corigliano Rossano, ragion per cui si ha ragione a pretendere gli stessi servizi. Si provi a immaginare quali poteri protezionistici degli equilibri esistenti si metteranno in moto! Per controbilanciare sarà indispensabile l’unità non solo politico/istituzionale ma anche del movimentismo civico. Nel settore della giustizia abbiamo preso atto nei giorni scorsi delle difficoltà della Procura di Castrovillari il cui organico è sottodimensionato: il procuratore capo Eugenio Facciolla ha a disposizione solo sette sostituti, ciascuno dei quali ha un carico di lavoro medio di circa 1500 denunce a testa, e tra questi un magistrato che si occupa di tutto l’arretrato. Una mole di lavoro enorme in un territorio vasto come la Sibaritide-Pollino, per giurisdizione tra i più grandi d’Italia. Questa è la realtà.

TANTE LE RIVENDICAZIONI POSSIBILI, MA SERVE INCLUSIONE

E’ inutile lamentarsi poi dei ritardi della giustizia o di mancate risposte se poi tutti siamo consapevoli dell’attuale organizzazione al collasso, senza che nessuno muova un dito. Che cosa dunque potrà accadere con la costituzione della terza città della Calabria?  Intanto rivendicare l’istituzione di un Tribunale con misure di prevenzione e della libertà, il che comporta un numero pressoché doppio di giudici. Per le forze dell’ordine poi, si può considerare già di fatto l’attuale commissariato di pubblica sicurezza di Rossano un vero e proprio Distretto (a costo zero) considerato che, l’ultima riforma  ha consentito  l’aggiunta di due funzionari nel commissariato e di un dirigente, in sostanza manca solo la denominazione. Ciò che il territorio può e deve rivendicare è la Questura che di seguito trascina l’istituzione di una prefettura e di conseguenza del tribunale. I Carabinieri, non più compagnie, ma elevati a raggruppamento con tanto di alti ufficiali a supporto e di personale adeguato. Nella sanità chiedere e rivendicare tempi certi per un ospedale di eccellenza, né più né meno ai livelli de “l’Annunziata” di Cosenza, con tanto di postazione di elisoccorso autonoma. Un contenzioso dunque enorme, che richiede uno schema organizzativo vertenziale di massa inclusivo. E’ su questo che occorre lavorare, predisporre un tavolo preparatorio che pianifichi e che tenga conto a cosa si va incontro. Qui si misura l’amore per un territorio, il resto è solo strategia protesa ad ambizioni personali.  Perdere tempo su altri temi, frivoli o meno importanti, significa trasformare il progetto “fusione” in una scatola vuota. E, soprattutto, perdere una grande occasione di riscatto generazionale!

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