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Fusione, Mascaro chiede di essere audito

mascaroFusione, il  sindaco di Rossano Stefano Mascaro ha inviato una missiva ufficiale al Governatore Mario Oliverio e al Presidente della I Commissione Consiliare Affari Istituzionali Franco Sergio. Essere ricevuto formalmente in Commissione e interloquire con il Presidente sono le richieste avanzate dal primo cittadino. Fra i punti principali della lettera, assicurare adeguata copertura finanziaria alla legge. Mettere a disposizione risorse umane qualificate. Prevedere un piano di aggiornamento del personale dei due comuni. Ipotizzare un ricorso ai POR 2014-2020 per sforzo finanziario straordinario necessario. Costituire subito un osservatorio o una cabina di regia. – Statuto provvisorio, istituzione municipi, tariffe e tributi oggetto degli imminenti confronti tra le due amministrazioni e i due consigli comunali.   

Dopo l’esito positivo al referendum – scrive Mascaro – occorre far presto. Ma bisogna anche far bene. Le due cose non sono assolutamente incompatibili fra loro. La REGIONE CALABRIA è chiamata a svolgere un’adeguata istruttoria ed opportune verifiche. Da operare in contraddittorio con i comuni interessati. – La I COMMISSIONE CONSILIARE – si legge – dovrà modificare il testo della proposta legislativa del consigliere Giuseppe GRAZIANO nelle parti in cui essa risulta superata; con riferimento alle date riportate o al contenuto effettivo del quesito referendario posto; dovrà essere integrato nella parte finanziaria dando adeguata copertura; infine si dovrà tenere conto di quanto risulterà all’esito che avrà l’istruttoria.

MASCARO: PREVEDERSI SUBITO LA COSTITUZIONE DI UNA CABINA DI REGIA

Per l’enorme sforzo che sarà richiesto ai due enti – prosegue il Primo Cittadino – in sede di emanazione occorrerà dare alla legge adeguata copertura finanziaria. Atta a garantire l’erogazione del contributo straordinario una tantum, che non potrà non essere di entità ragguardevole. Nonché quella degli  incentivi finanziari ordinari annuali da adeguare alle dimensioni dei due comuni in fusione. Questi ultimi – va avanti – sono impegnati a sostenere in sede parlamentare un emendamento alla legge di bilancio 2018 dello Stato; che è ulteriormente migliorativo rispetto ad altra iniziativa, già attestata nel 60% (rispetto al 50%) dei trasferimenti riferiti all’anno 2010 e con un massimo di Euro 3.000.000 (invece di Euro 2.000.000) per le fusioni che andranno a concretizzarsi appunto nel prossimo anno 2018.

Del pari, per le notevoli e complesse problematiche organizzative, si chiede alla Regione promozione e sostegno con una conforme attività di accompagnamento che preveda la messa a disposizione di risorse umane qualificate ed un piano di aggiornamento del personale dei due comuni. – Anche qui occorre uno sforzo finanziario straordinario, ipotizzando un ricorso ai Por 2014/2020, che sull’Asse prioritario 13 – Capacità istituzionale, prevedono delle azioni specifiche sul miglioramento dei processi organizzativi, sullo sviluppo delle competenze digitali, sul rafforzamento e qualificazione della domanda di innovazione della P.A. – Allo scopo può prevedersi subito la costituzione di un organismo, nella forma di un osservatorio o di una cabina di regia; che sia composta dai dirigenti generali dei dipartimenti  o loro delegati, nonché dai rappresentanti dei comuni interessati appositamente designati.

REDARRE UNO STATUTO PROVVISORIO

Con  il compito, in composizione variabile in relazione ai temi in discussione, di promuovere in tempi ravvicinati la verifica della compatibilità delle politiche dei due enti; riferite alla gestione del territorio, al bilancio ed alle finanze, all’organizzazione delle strutture e delle risorse umane; nonché a tutti gli altri servizi che presentano profili più complessi di erogazione.  Nel contempo – conclude Mascaro – i due comuni, con gli attuali consigli, saranno chiamati a decidere nelle prossime settimane su tre temi che la legge loro consente prima dello scioglimento. E cioè la redazione di uno statuto provvisorio; la previsione o meno dell’istituzione di municipi; l’applicazione di tariffe e tributi, differenziata per i territori dei comuni in fusione, fino all’ultimo anno del primo mandato amministrativo del nuovo Ente.

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