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Fusione, Madeo: più welfare e servizi

fusioneCon la fusione dei comuni di Rossano e Corigliano garantito potenziamento del welfare, della parità di genere e di tutti i servizi. A dichiararlo è Rosellina Madeo, presidente del Consiglio e membro del Consiglio delle Autonomie Locali. Che ha voluto trasmettere un appello-augurio ai rappresentanti istituzionali e politici delle due città. L’occasione è il 72esimo anniversario del suffragio universale in Italia. “La fusione non potrà che rappresentare un contributo notevole all’innalzamento complessivo della qualità della vita. A partire dalla creazione e dal rafforzamento di efficaci reti di conciliazione tra vita professionale e vita familiare. Sono anche e soprattutto, queste, la attese riposte in questa straordinaria opportunità per le nostre comunità e per il territorio. Dalle donne e in generale dalle nuove generazioni dell’Area Urbana.

FUSIONE, MADEO: CREARE RETI FRA VITA LAVORATIVA E FAMILIARE

Il percorso verso la democrazia paritaria – prosegue – è ancora tutto in salita. Soprattutto alle nostre latitudini. La percentuale di donne inattive resta molto alta. È difficile lavorare in assenza di un welfare che tuteli la famiglia. Per sostenere questa importante fascia sociale le istituzioni, soprattutto quelle locali, devono promuovere l’accesso nel mondo del lavoro. Sviluppare una rete di sostegno all’infanzia e all’attività di cura. La vera sfida che dobbiamo vincere insieme è quella di creare delle reti di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. Mi auguro che un importante contributo in questo senso lo possa offrire il progetto in corso di fusione tra Rossano e Corigliano. Per permettere ad ogni donna di vivere al meglio la sfera pubblica e quella privata, senza discriminazioni. Se, da un lato è stata fatta tanta strada, dall’altro, è vero anche che tanta ancora se ne dovrà fare.

Purtroppo, ancora oggi, molte donne che rientrano dalla maternità hanno difficoltà a lavoro. In molti ambiti l’accesso alle donne è negato. L’Italia è seconda solo a Malta per percentuale di donne inattive, cioè una su due, pur essendo in età da lavoro, è fuori dal mercato, con un tasso di inattività di 20 punti superiore a quello degli uomini. Dobbiamo renderci protagonisti locali – conclude la Madeo – di una inversione di tendenza, non solo ovviamente nel campo della politica, rivendicando che lo Stato sostenga il talento, l’impegno e il coraggio delle donne.

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