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Fusione, l’intervento di Rodolfo Alfieri

FusioneFusione Corigliano-Rossano ed emergenza migranti: due questioni all’ordine del giorno che richiedono un’immediata verifica politico-istituzionale. A chiederlo è Rodolfo Alfieri, coordinatore territoriale del Movimento Nazionale per la Sovranità, già assessore della giunta Antoniotti. Che ha avviato, con un atto deliberativo, la fusione tra i Comuni di Corigliano e Rossano. “Si rischia la palude. Con conseguenze negative non soltanto sulle sorti del referendum del 22 ottobre prossimo ma anche sulla tenuta sociale dell’area urbana.  Bisogna ritornare e, se possibile, rinvigorire lo “spirito” e la “lettera” dei due rispettivi atti deliberativi. Che, su proposta delle due Giunte comunali, sono stati approvati dai Consigli comunali a distanza di un anno, l’uno dall’altro.

Al di la della proposta legislativa che è intervenuta nel frattempo ad individuare una strada percorribile ma soltanto dopo la pronuncia referendaria, che ricordiamo è consultiva e non deliberativa, sono entrambi le Istituzioni locali e le loro rappresentanze elette, insieme con la Regione, a indicare la “road map” del processo fondativo della nuova realtà locale. E sinora, da parte delle due amministrazioni locali, si è assistito ad una sistematica abdicazione del loro ruolo propulsivo e propositivo. E che era stato loro assegnato dalle deliberazioni consiliari. Ma c’è di più. L’Amministrazione di Corigliano, ancora “attenzionata”, peraltro, dalla commissione d’accesso, sembra sia passata da un atteggiamento “pilatesco” a quello “interventista”. Ovvero di opposizione alla sua stessa deliberazione, stando all’iniziativa di un consigliere di maggioranza.

FUSIONE, ALFIERI: ROSSANO E CORIGLIANO ISTITUISCANO UN TAVOLO DI VERIFICA POLITICO-ISTITUZIONALE

Mentre un nutrito gruppo di altri consiglieri, sempre della stessa maggioranza, respingono con forza l’idea che le responsabilità del lento sviluppo di questo territorio siano condizionate da manovre cosentine.  Pur contrastando la posizione assunta dal collega. E minacciando conseguenze negative per la “tenuta” dell’Amministrazione Geraci, Ecco perché è necessario ritornare al rispetto operativo dei contenuti degli atti deliberativi dei due Consigli Comunali. In essi non c’è soltanto un “metodo”, peraltro dettato da leggi nazionali e regionali. Ma anche la “strategia” per raggiungere l’obiettivo della fusione. Finalizzata allo sviluppo, alla crescita, all’occupazione. Giova ricordare a questo proposito il “dispositivo” della delibera di Rossano. Approvata del 16 gennaio 2015, per la condivisione al comune di Corigliano che ha deliberato un anno dopo.

Chiediamo, allora, un tavolo di verifica politico-istituzionale. Dove affrontare, Corigliano e Rossano insieme, anche il problema dell’emergenza immigrazione. Un incontro al quale non potrà non esserci il Presidente della Regione. Che, secondo la normativa di legge, è parte integrante della realizzazione del processo di fusione. Ma non per fare soltanto il notaio ma per prendere impegni operativi circa gli obiettivi insiti in questo progetto di sviluppo del territorio. A ciascuno, dunque, secondo le proprie responsabilità connesse al ruolo elettivo, per fare chiarezza, perché le popolazioni dei due Comuni – conclude – siano messe in condizione di conoscere per fare scelte responsabili.

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