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Fusione, il grande merito di Giuseppe Graziano

L’On. Giuseppe Graziano mentre spiega in piazza le ragioni del “Sì” al referendum sulla fusione

Di fusione, o quantomeno di unione politica tra le due città di Corigliano e Rossano, si parla da decenni. Prima il discorso Provincia, malamente arenatosi negli anni ’90 in favore di Vibo e Crotone. Poi l’area urbana, mai effettivamente decollata. Oggi parliamo di fusione. Anzi, siamo andati oltre le parole, finalmente. Ogni tanto siamo bravi anche a concretizzare, in riva allo Jonio… Siamo arrivati a un appuntamento storico: il referendum consultivo. La parola va agli elettori, ai cittadini. Che sono chiamati a dire se vogliono o non vogliono la fusione tra queste due grandi città della Calabria. Il merito di tutto questo è di tanti. Di chi, in questi anni, ha lavorato per preparare il terreno.

Un terreno molto duro, scosceso, pieno di trappole e insidie. Un terreno incolto, impreparato. Un humus inesistente. Ce ne stiamo accorgendo in questi giorni di campagna elettorale e ce ne siamo accorti in questi mesi di scetticismo istituzionale coriglianese. E allora, in mezzo a tanta aridità, non possiamo non annotare il grande dinamismo politico e la grande lungimiranza di colui che rappresenta ed è destinato a rappresentare ad alti livelli questo territorio: il consigliere regionale Giuseppe Graziano. Lui, più di tutti, ha impresso al progetto fusione quella capacità di arrivare alla gente. Senza di lui la Regione Calabria non avrebbe aperto alcuna discussione. Non ci sarebbe stata alcuna proposta di legge. Non ci sarebbe stato alcun referendum. In Regione ha fatto l’impossibile, anche quando tutto sembrava perduto, per far andare avanti l’iter legislativo. Portando in Consiglio la voce del popolo.

GRAZIANO E LA FUSIONE: STORIA DI UN GRANDE FUTURO POSSIBILE

Supportato da imprenditori, cittadini e politici, Graziano ha creduto e crede fermamente nel progetto. Crede, così come chi finora si sta prodigando per diffondere la conoscenza, nella possibilità di un “risorgimento” di queste due città. Che diventando un Comune unico saprebbero, con il tempo necessario, compiere quei passi decisivi che da sole non sono riuscite a fare. Quando l’On. Graziano parla di possibilità concrete di lavoro gli luccicano gli occhi. Perché lui sa bene quanta forza lavoro è alla ricerca di un rifugio, di un riparo, in questo clima di “guerra” colpito da una crisi occupazionale senza precedenti. Lui, da catalizzatore politico qual è, conosce uno per uno quei volti di quei tanti giovani e meno giovani che aspettano una risposta da parte delle Istituzioni. Senza lavoro non c’è tranquillità personale e sociale. Senza lavoro non c’è dignità.

Quando Graziano spiega le ragioni del “Sì”, anche noi riusciamo a vedere in faccia quei tanti disoccupati che lui incontra e gli chiedono una speranza. Con un Comune unico crescerebbero a dismisura le opportunità. Potremmo pensare di avere anche delle facoltà universitarie. Da qui una serie di opportunità a cascata, che non possiamo disconoscere. Dal fronte del “No” come si replica a una possibilità di un futuro di crescita e prosperità? Finora con argomenti frivoli e privi di contenuto. Basato su supposizioni e idee senza fondamenta. Graziano, che ha espresso rispetto per chi è orientato a votare “No”, aspetta queste risposte. E noi con lui.

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