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Fusione, Geraci medita di rivedere la delibera

GERACIA Rossano spira aria di fiducia e di ottimismo. Partono inviti a guardare al futuro con senso di responsabilità e voglia di fare. A Corigliano un po’ meno. Nel centro ausonico la partita fusione è vissuta in maniera complessa e articolata. Si guarda piuttosto a Cassano. Con il cui ingresso Corigliano acquisirebbe quella baricentricità che potrebbe comunque ottenere anche in una fase successiva. Annettendo la Città delle Terme dopo il referendum. Secondo indiscrezioni, il sindaco Geraci, dopo le dichiarazioni di Papasso avrebbe intenzione di revocare la delibera di fusione Corigliano-Rossano. E di rilanciare il discorso “fusione” con Cassano. Se questo dovesse accadere, tutto rischia di saltare. Anche se occorrerà attendere l’esito delle elezioni provinciali per sondare il terreno della tenuta della maggioranza. La lotta intestina interna potrebbe subire una implosione deflagrante.

FUSIONE, UN VERO E PROPRIO TORMENTO

A contendersi la “poltroncina” sono in tre nella coalizione. E gli impegni, all’origine erano ben altri. Se nessuno dei tre passa, o non passa chi nutre aspettative sarà bagarre. E questa volta incontenibile. Dunque, Geraci, potrebbe avere problemi di contabilità. Ma anche dover fare i conti con gli uomini di Dima. La cui posizione è pro fusione “Corigliano-Rossano”. Questo progetto si sta rivelando un vero e proprio tormento. E non a caso, forse, il sindaco di Rossano Stefano Mascaro invoca l’intervento della Chiesa. “Bisogna mettere da parte adesso ogni sfumatura. Per evitare di gettare ombre su un fatto ed una prospettiva storica che non può che rappresentare un momento di luce per questo territorio e per l’intera Calabria”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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