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Fusione, dov’è il garbo istituzionale?

fusioneNovanta giorni. Altri novanta giorni. Che vanno ad aggiungersi ad oltre un anno di “riflessione”. Prima di addivenire, in data 1 febbraio 2016, alla delibera di impulso alla fusione votata dal consiglio comunale. Un percorso, quello del sindaco di Corigliano, che continua a dimostrarsi pieno di contraddizioni e di passi indietro. Come la sua dichiarata intenzione di integrare la delibera dello scorso anno e di chiedere analoga integrazione alla proposta di legge già approvata in consiglio regionale. Un atto che denota lo stato d’animo di Geraci, che tra l’altro persevera in azioni unilaterali senza coinvolgere l’altro diretto interessato che è il sindaco di Rossano.

FUSIONE, CASSE DI ROSSANO NON POSSONO AVER SUBITO VARIAZIONI NEL GIRO DI UN ANNO

Tra le motivazioni Geraci pone anche le sue preoccupazioni circa lo stato delle casse comunali di Rossano. Che sicuramente non possono aver subito variazioni sostanziali nel giro di un anno. E che forse non differiscono più di tanto da quella che era la situazione del Comune di Corigliano. Quando, nel gennaio 2015, il consiglio comunale di Rossano approvò la delibera all’unanimità. E se il riferimento di Geraci è alle dichiarazioni rilasciate dall’assessore al Bilancio di Rossano, Nicola Candiano, in una intervista televisiva, ecco le parole dell’amministratore. “Tra gli indicatori degli equilibri noi ne avevamo tre – affermava Candiano – ce ne vogliono cinque per essere attenzionati come “fuori media”. In ogni caso, forse già nel 2016 dovrebbero essere due perché si è ridotta l’anticipazione di cassa”.

Tra l’altro, ribadiva lo stesso Candiano, vi è già stato un incontro tra i due Comuni, con assessori e funzionari, per fare il punto sulla situazione finanziaria. Incontro che, verificatosi lo scorso autunno, non ha avuto ulteriore seguito.

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