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Fusione dei Comuni, vantaggi e pericoli

fusione dei comuniLe fusioni dei Comuni hanno l’obiettivo di favorire una migliore gestione degli enti locali interessati che, mettendo insieme risorse e territorio.

Possono così realizzare i loro «sogni» esercitando la migliore economia di scala. A fronte di tutto questo generano una struttura amministrativa più attrezzata e assumono un maggiore carico istituzionale.

Da un punto di vista politico, i rappresentanti eletti dei nuovi comuni assumeranno un più importante peso «contrattuale». Risultando l’espressione del consenso raccolto su bacini elettorali che potremmo arrivare a definire.

In alcuni casi, esempi concretizzati di quasi area vasta. Potranno così, giustamente, contare di più nei partiti e aspirare a competere nelle selezioni democratico-elettorali destinate all’individuazione delle deputazioni parlamentari e dei consiglieri regionali.

E perché no, ad ambire alla candidatura di Governatore. Con le fusioni si andrà, pertanto, a modificare sia la mappa della pretesa amministrativa locale che quella della rappresentatività politica territoriale.

FUSIONE DEI COMUNI

Ecco perché è da ritenersi preoccupante quanto accade in Calabria ove si consente il perfezionamento (!) delle fusioni di Comuni. Senza una accurata disciplina regionale, peraltro offesa da macroscopici incidenti legislativi.

Cui si è rimediato in extremis a seguito di opportuni suggerimenti tecnici e politici. (questi ultimi rappresentati opportunamente da Orlandino Greco e Sandro Principe).
Un gap non di poco conto che rischia di inguaiare le istituzioni locali.

Con i loro cittadini spesso all’inconsapevole seguito, che intraprendono procedure di fusioni. Ciò in quanto, in relazione a ciò che è dato di conoscere, tutte sprovviste di accurati studi di fattibilità che giustifichino l’iniziativa e l’adozione dei relativi atti di impulso.

Spesso assolutamente privi di motivazione. Un vulnus grave, tale da consentire ad ogni residente l’impugnativa degli atti applicativi, anche se a contenuto vincolato, della legge-provvedimento che sancisca l’eventuale istituzione del nuovo Comune deducendone l’incostituzionalità.

VANTAGGI E PERICOLI

Una legge ad personas – quella che tra non molto risolverà in un modo (fusione a cinque) o nell’altro (fusione a quattro, Spezzano Piccolo escluso). – Che imporrà una cascata di impugnative dei suoi provvedimenti applicativi, spaccando ulteriormente la presila. Per colpa di una fusione utile ma pensata male e condotta peggio.

Fatte queste premesse, si renderebbe necessaria una maggiore attenzione della Regione alla formulazione di un testo legislativo che dia. Più che altrove, un contributo serio al riordino del sistema autonomistico e offra un’accurata regolazione agli strumenti aggregativi.

Un modo per dimostrare una doverosa e concreta attenzione al futuro della Calabria e dei giovani calabresi.

Ai quali occorre garantire concrete chance per rimanere e non per fuggire via. Al riguardo, si bandiscano le solite abitudini di supporre di risolvere i grandi problemi ricorrendo a quegli organismi fatti apposta nel Paese per assorbire le risorse pubbliche delle istituzioni più povere.

Spesso conseguite a titolo di assistenza tecnica. Conseguentemente, si colga l’occasione per offrire finanziamenti, drenabili anche attraverso un accurato uso dei Fondi comunitari, ai nostri giovani. Tali da renderli destinatari di disponibilità finanziarie davvero utili alla loro crescita.

C’è tuttavia il verosimile pericolo che le cose rimarranno così come sono sempre state. Con i Comuni abbandonati al loro destino con naturali ricadute negative sulle loro collettività sempre più impoverite.

Con decine e decine di milioni di euro distribuiti al «professionismo» dell’assistenza tecnica. Goduta (si fa per dire) dalla burocrazia regionale nell’adempimento dei loro doveri e con un sistema legislativo che è tra i peggiori del Pianeta.

Fonte: Il Corriere della Calabria 

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