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Fusione Corigliano-Rossano: si mira a distruggere il Progetto

di SERAFINO CARUSO

LA NASCITA DELLA CITTÀ UNICA DA CHI È OSTACOLATA?

Ormai è chiaro: questa Fusione tra Corigliano e Rossano fa più paura che piacere. Nutre più timori che belle speranze. Ma a chi non piace? Chi ne avversa la fattibilità? Beh, sarebbe il caso di scomodare qualche accademico del mondo della psichiatria. Ma non osiamo avventurarci in simili competenze. Che peraltro non ci appartengono. Noi cerchiamo di informare. Di raccontare i fatti. Gli atti. Le azioni. E, almeno un minimo, di analizzarli. Ebbene, di Fusione tra i due Comuni più grandi e importanti della Provincia di Cosenza si parla da anni. Un impulso venuto dalla società civile. Dal Comitato delle “100 Associazioni”, almeno quattro anni fa. Poi sposato da tante altre realtà associative, partitiche e forze imprenditoriali delle due città. Da due anni l’approdo istituzionale. Prima l’approvazione dell’atto di impulso di Rossano. Un anno dopo quello di Corigliano. Con polemiche infinite. Le resistenze maggiori sono sempre arrivate da Corigliano. Motivo principale: si ha paura che Rossano possa, con questo processo aggregativo, ritornare a riprendere in mano la leadership territoriale persa. E quindi ecco le i “ni” i “forse” i “però”. Ma davvero pensiamo che siano soltanto i coriglianesi a non volere la Fusione? Sarebbe un grave errore farlo. Gli ostacoli arrivano da più parti. Da due Comuni che forse non ci credono abbastanza. Da una Cosenza che, attraverso le segreterie di partito, mette il bastone tra le ruote del carro. Da una cittadinanza che è stata coinvolta pochissimo. E male.

FUSIONE: PERCHÉ SPUNTA SOLO ADESSO “CITTÀ DI SIBARI”?

I Comuni di Cassano All’Jonio e Villapiana lunedì prossimo delibereranno nei rispettivi consigli comunali un atto di impulso per l’adesione alla fusione dei Comuni dell’area della Sibaritide. Per dare corpo al Progetto “Città di Sibari”. In sostanza, dicono, bisogna pensare in grande e creare una grande città. Che comprenda Cassano All’Jonio, Villapiana, Corigliano, Rossano e magari Crosia. Un progetto utopistico. Che sia Gianni Papasso che il Primo cittadino di Villapiana, Paolo Montalti, sanno benissimo non si possa tramutare in realtà. Eppure, all’improvviso, Papasso se n’è uscito con questa sortita. Chiaramente di disturbo. Di “rottura”. Accolta positivamente, e questa è la cosa grave, dal Sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci. Tra il silenzio del collega rossanese Stefano Mascaro. L’obiettivo, ormai chiaro, qual è? Quello di creare problemi alla Fusione tra Corigliano e Rossano. Che gode, peraltro, di un iter legislativo già ben avviato grazie alla proposta di legge regionale presentata dal Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano. Con gli atti di impulso di Cassano e Villapiana si rischia di ricominciare tutto daccapo. Ecco perché, all’improvviso, è spuntata fuori la proposta di “Città di Sibari”. Proposta che riteniamo se non utopica, quantomeno azzardata. Sicuramente di “disturbo” a quella già avviata tra le due grandi città Corigliano e Rossano. Che sono il vero fulcro socio-politico-imprenditoriale della fascia jonica. Ma ve lo immaginate un Comune unico da Crosia a Villapiana? Suvvia, siamo seri. E soprattutto responsabili. Certo, degli errori sono stati commessi. Dai due Comuni e dal Comitato delle “100 Associazioni”. Ma nulla di irreparabile. Il dialogo con le due cittadinanze sta per partire con più forza e decisione. Il triste problema, piuttosto, è ancora uno, da queste parti: si è schiavi, politicamente, di una Cosenza che non vuole il decollo della fascia jonica. Mentre si continua a emigrare. A non avere nessun tipo di servizio. E di futuro. Ecco, pensino a queste cose, i denigratori locali del Progetto Fusione Corigliano-Rossano. E a cosa andranno a raccontare ai cittadini ai prossimi comizi.

 

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