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Fusione Corigliano-Rossano, serve studio di fattibilità. Intervista a Raffaele Rio, presidente dell’istituto Demoskopika

di LENIN MONTESANTO

raffaele-rioL’eventuale istituzione di un Comune unico tra le città di Corigliano e Rossano prevede, a mio avviso, preliminarmente un’attenta analisi di alcuni elementi fondamentali di supporto per una decisione da assumere che avrà, senza alcun dubbio, ripercussioni evidenti sul tessuto economico e sociale principalmente dei territori e delle comunità coinvolte.

A quale azione si riferisce nello specifico?

Penso ad una valutazione oculata dell’andamento delle entrate e delle uscite, della pressione locale sulle famiglie e sui cittadini, degli investimenti e delle agevolazioni locali alle imprese. Mi riferisco, ancora, alle conseguenze, da simulare, sui sostegni alle politiche di welfare locale, assistenza agli anziani, al disagio economico, alle scuole in modo particolare.
Insomma, un insieme di indicatori che vanno messi sul tavolo di chi dovrà decidere sulla fase attuativa di un progetto tanto ambizioso quanto complesso e meritevole di un approccio meditato e non superficiale o, peggio ancora, condizionato da partigineria dei favorevoli e dei contrari.
Anche perché attualmente lo stato di salute degli enti comunali calabresi non lo consente.

In che senso?

Un nostro studio, presentato nei giorni scorsi, ha evidenziato la rilevante difficoltà in cui si trovano ad operare i sindaci e le amministrazioni comunali.
Negli ultimi cinque anni, i Comuni calabresi hanno subìto una riduzione delle entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti pari a 306,8 milioni.
Un ammontare rilevante della sforbiciata, pari al 41,2% rispetto al 2009,  malgrado sia stata inserita sotto la voce dei trasferimenti anche quella relativa al meccanismo perequativo del fondo di solidarietà comunale, pari per i municipi calabresi, a ben 438,5 milioni di euro. Per compensare il calo dei trasferimenti correnti e del fondo di solidarietà comunale, nei Comuni calabresi si è registrato, nel 2014, un incremento delle entrate tributarie per circa 220 milioni di euro pari al 45% in più rispetto al 2009.

Con quali conseguenze per i cittadini?

Le conseguenze cui facevo cenno, poc’anzi, e che non possono non essere previste prima di avviare un percorso di istituzione di un Comune unico tra due realtà locali molti importanti quali Rossano e Corigliano. Aumenta a ritmo serrato l’impoverimento degli enti locali che ha messo in ginocchio il welfare comunale, ha fatto crollare i sostegni economici alle famiglie di oltre il 60 per cento e ridotto al lumicino i trasferimenti alle imprese e alle associazioni.
E, cosa ancor più preoccupante emersa dalla ricerca dell’Istituto Demoskopika, è che l’incremento obbligato delle entrate tributarie comunali ha prodotto un aggravio del saldo fiscale.
Stimiamo che ogni singola famiglia ha pagato circa 275 euro in più tra Tasi, Tari, Tares e Imu nel 2014 rispetto al 2009.

Ma tutto questo cosa c’entra con il progetto del comune unico di Corigliano e Rossano?

C’entra eccome. Necessita uno studio di fattibilità del progetto di riorganizzazione sociale ed amministrativa che valuti prioritariamente gli impatti sulla collettività coinvolta dell’inasprimento o meno dei tributi locali, delle perdita di qualità o meno dei servizi erogati dalla nuova entità comunale, dalla razionalizzazione delle risorse comunali, penso ai costi della politica, ai costi del personale, ai canoni e alle utenze quali telefonia, riscaldamento, energia elettrica, acqua.
E, ancora, ai contratti per lo smaltimento rifiuti, per il trasporto locale.

In conclusione, le fasi per arrivare ad una scelta condivisa e responsabile quali dovrebbero essere?

In primo luogo, un’analisi attenta dei principali indicatori, di cui abbiamo detto in precedenza, che riguardano che da un alto mettano a confronto i due comuni e, dall’altro, simulino la situazione del comune unico Corigliano-Rossano.
In secondo luogo, un sondaggio su un campione rappresentativo di cittadini residenti a Corigliano e Rossano, penso a circa 3 mila cittadini, per rilevare il loro livello di consapevolezza e di interesse sul progetto, le loro priorità e aspettative, le loro preoccupazioni, i loro suggerimenti.
In terzo luogo, le due fasi precedenti, messe insieme costiturebbero la base fondamentale per un report da consegnare alle istituzioni direttamente coinvolte per avviare una decisione più consapevole e più condivisa con i cittadini.

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