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Fusione Corigliano-Rossano, Papasso: “Osare di più”

di LENIN MONTESANTO

Gianni PapassoFusione Corigliano-Rossano? La Politica deve osare di più. Non usa mezzi termini Gianni Papasso, sindaco di Cassano, nel ribadirci che il progetto di comune unico rischia di essere percepito come poca cosa.
Non in sé considerata – precisa subito – ma di fronte alla prospettiva più ampia, più forte ed anche più conveniente storicamente, rappresentata dalle aree vaste. Non credo – ci dice – che la ratio e la genesi della legge Delrio, prevedendo le ipotesi di fusioni, siano state riferite a comuni di grandi dimensioni. Ciò detto – va avanti Papasso – osservo con grande attenzione e rispetto democratici il percorso istituzionale tra le due amministrazioni comunali. Anche se – è netto su questo punto – non mi convince il non aver coinvolto, in una discussione necessariamente più ampia, anche i comuni confinanti. Parlo di Cassano certo, ma anche di Crosia, stando almeno a quanto si legge sulla stampa.
Uno dei passaggi chiave nel ragionamento di Papasso è la recente soppressione delle province.
In una provincia come Cosenza, grande quanto la Liguria – spiega – non può non trovare appeal nella politica, nelle istituzioni e nel dibattito sociale l’ipotesi di dare vita ad un’area che includa e superi i confini di due municipalità. E che trasformi invece tutte le potenzialità della Sibaritide, oggi inespresse perché in ordine sparso, in una realtà finalmente coesa anche istituzionalmente e con un più vero e forte potere contrattuale, progettuale e di governo.
Nei giorni scorsi, preso atto della sospensione e della richiesta di approfondimento sulla delibera di fusione, votata all’unanimità dal consiglio comunale di Corigliano, Papasso ha trasmesso una lettera ai due colleghi Antoniotti e Geraci.
L’obiettivo – ci dice – era quello di invitare i due primi cittadini ad una riflessione. Da Corigliano ho ricevuto un segnale di apertura, con la disponibilità ad un incontro. Da Rossano mi è parso invece di registrare una chiusura, seppur cordiale, ad ogni altra ipotesi di dialogo, restando ancorati alla sola ipotesi di una fusione a due. Continuo a credere – scandisce – che serva di più un confronto a porte aperte, senza campanilismi e che non escluda di rafforzare, nella situazione attuale, tutto il territorio. Del resto, che senso avrebbe, altrimenti, per Cassano restare nel Psa con Rossano e Corigliano?
Quando parla di territorio, Papasso vola in alto, par di capire.
C’è un dibattito molto importante tra i comuni dell’Alto Jonio – ci riferisce – così come anche dal Pollino c’è attenzione rispetto al futuro che i grandi comuni della Piana di Sibari decideranno di imboccare, riuscendo a dimostrare lungimiranza a capacità di gioco di squadra, nell’interesse di un’area più vasta, appunto.
Ironia a parte, ci sarebbe qualcosa in più che una semplice dote a fare ingresso in questo dibattito allargato. Ed è Sibari. Certo, mettiamo il brand Sybaris – chiosa – a disposizione della Sibaritide. E lo facciamo con lo stesso spirito con il quale anche noi, insieme agli altri comuni dell’area, non esitammo un istante nel condividere ed approvare l’ubicazione dell’Ospedale nuovo in contrada Insiti, tra Corigliano e Rossano.

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