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Fusione Corigliano-Rossano: marineria motore per nuova occupazione

Salvatore Martilotti

Salvatore Martilotti, del Comitato “Corigliano per il Si” e del Comitato “Un Mare di Si”, fa il punto sul referendum che due settimane fa ha decretato la volontà popolare a favore della fusione tra Corigliano e Rossano. “Con il referendum del 22 ottobre 2017 abbiamo assistito, con i cittadini protagonisti, ad una pagina esaltante di “democrazia di base”. Il sogno si realizza, i fantasmi vengono allontanati, compreso diverse figure grigie che, forse anche inconsapevolmente, hanno prodotto danni al nostro territorio. Oggi siamo chiamati tutti, da cittadini attivi, a concorrere a costruire il nuovo Comune che come ormai è noto a tutti è di circa 80 mila abitanti. Il terzo della Calabria, ma il primo per estensione territoriale. Posta nel cuore di una piana di Sibari, dinamica, operosa, ma spogliata e depredata, la nuova realtà voluta dai cittadini deve essere una città libera e aperta allo sviluppo della Sibaritide. Anche perché in questa fase bisogna continuare ad essere coraggiosi e un po’ sognatori. Non solo per le aspettative legate ad una migliore organizzazione territoriale e dei servizi, ma, soprattutto, per aprire un nuovo corso di sviluppo e occupazione per il nostro territorio fatto di nuove opportunità, in particolare, per i giovani”.

LAVORO PER I GIOVANI E NUOVE PROFESSIONALITA’ PER LA MARINERIA DI SCHIAVONEA

“C’è bisogno del concorso di tutti – prosegue Martilotti – anche di quelli che erano convinti del no alla fusione, perché la vera scommessa della nuova città è di farla diventare “una vera comunità” espressione plurale dell’apporto delle varie identità che non sono solo quelle più note di Corigliano e Rossano, ma di tante famiglie, donne e uomini, professionisti, lavoratori che hanno scelto di vivere, lavorare, sognare, prosperare ed essere felici in questo nostro territorio. In questo contesto Schiavonea rappresenta una delle identità più significative della nuova “Città territoriale di Corigliano Rossano”. La Marina con i suoi pescatori, gli operatori dell’economia ittica, il borgo marinaro, il quadrato Compagna e gli altri monumenti, con la sua storia e la propria identità, si candida a diventare uno dei motori dell’economia del nostro territorio per contribuire a creare sviluppo e occupazione, in particolare, per i giovani e le nuove professionalità. Dico Schiavonea poiché mai come in questo momento il mare, con il porto e la fascia costiera, possono rappresentare il motore di sviluppo della Città metropolitana.

Tuttavia, per rappresentare una vera opportunità, devono intervenire discontinuità e inversioni di rotta sia nella gestione del porto che negli strumenti messi a disposizione dall’Unione europea per la valorizzazione delle comunità costiere”.

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