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Fusione Corigliano-Rossano per Laise tempi non maturi

fusioneI tempi per poter varare la fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano non sono assolutamente maturi. E’ il pensiero di Alberto Laise, del direttivo provinciale di Sinistra Italiana. “Si potrebbe ragionare – afferma Laise – su di un possibile rinvio di un anno del referendum. Coordinare tavole rotonde, incontri e confronti. Redigere uno studio di fattibilità e ripartire in un processo che sia realmente collettivo ed inclusivo. Si potrebbe ragionare al netto di storie passate che, oramai appartengono ad un tempo che non ci appartiene più nel bene e nel male. E si potrebbe costruire qualcosa che non si basi sulla paura di “Cosenza”. A volte fermarsi e ragionare, prendersi un attimo per riflettere ci porta più in fretta alla meta rispetto ad una corsa a perdifiato”. Tutto ciò il rappresentante di SI lo spiega attraverso alcune riflessioni.

“In un clima da “Guerra Santa”, – afferma – tra speranze e insicurezze travestite da certezze in entrambi gli schieramenti, si procede verso il referendum. Peggiorando, giorno dopo giorno, il processo inclusivo e conoscitivo. Tutti, io per primo, diamo per assodate le nostre idee – ferme ed irremovibili -. Dimenticando che, appunto, sono idee, opinioni. E, nel migliore dei casi, opportunità da cogliere ovvero pericoli da evitare. Quello, e lo affermano in maniera più o meno velata entrambi gli schieramenti o almeno gli interlocutori meno “invasati”, che emerge è proprio la difficoltà nell’interpretare il processo con dogmatica sicurezza. Perché mancano sia una legge quadro nazionale decente (la Delrio è penosa), sia regionale. Ogni ragionamento, ogni proiezione, persino quella sugli effetti del referendum, sono lasciati ad interpretazioni. Che, al momento, meritano rispetto ed attenzione.

FUSIONE, CORIGLIANO OGGETTIVAMENTE IN RITARDO RISPETTO A ROSSANO

A rigor di logica sembrerebbe che sia normale credere che, se una delle due città votasse in maniera difforme dall’altra, essendo una fusione a due (rarissimo caso in Italia, unico se considerate le dimensioni medio-grandi e paritarie dal punto di vista demografico delle due città), il processo s’interrompa… Ma è una deduzione che non trova una norma chiara e cristallina. E, a ben vedere, lo stesso valore che si da al referendum, diventa sempre più imbarazzante. Se il referendum ha solo il valore di una “consultazione indicativa” perché arrovellarsi tanto sul suo esito? E, se è vero che ha ben altro valore, perché allora non ragionare sul quorum come, mi sembra, dicano i professori Jorio e Caterini? Non è un ragionamento “anti-democratico” pensare che se, in una città ed in una materia così dirimente, il 60% dei cittadini non partecipa sia tutto normale.

Ed ecco la seconda questione che dovrebbe far riflettere tutti: la partecipazione dei cittadini coriglianesi. Oggettivamente la nostra città è in ritardo rispetto a Rossano e questo, anche per colpa di un Consiglio Comunale ed un’Amministrazione confusa, pigra e latitante sulla questione. Ora, sulla spinta del ricorso dell’Ing. Capano e del cons. Caravetta, si firmano appelli e si “minaccia” costituzioni di parte – ma al momento non ci risultano costituzioni di parte (tanto rumore per nulla?) – mentre per oltre un anno nessuno dei consiglieri ha mai aperto bocca sulla questione”.

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