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Fusione Corigliano-Rossano, Caracciolo: “Ora il programma estivo unico”

Il geologo Tonino Caracciolo

Il geologo Tonino Caracciolo

La lodevole iniziativa delle associazioni di Rossano e Corigliano, unite nel chiedere che le due città si apprestino a formare un “CORO”, ha già partorito un primo positivo effetto. La decisione di avviare le procedure di unione dei due Comuni rappresenta il primo tassello di un processo complesso, che va accompagnato da una pluralità di azioni che ne rendano ampia la partecipazione degli attori principali, i cittadini. Spetta alle istituzioni, ai mass media, alla scuola, alle associazioni il compito di articolare un efficace piano della partecipazione che non sia mera informazione, pur necessaria, ma momento di crescita della coscienza civica e di diffusione della cittadina attiva. Ora occorre scandire le fasi del processo di unificazione con una pianificazione che deve investire:

– i temi istituzionali con la definizione univoca di scadenze e procedure;
– i temi della unificazione strutturale dei due Comuni;
– i temi degli obiettivi socio-economici da conseguire e le relative metodologie;
– i temi della integrazione delle azioni di governo;
– i temi delle interrelazioni con i livelli di governo regionale, nazionale e comunitario.

Rossano e Corigliano che formano la parte più consistenze della Piana di Sibari ne rappresentano il nucleo. Un’area che, a livello di pianificazione urbanistica, deve trovare i primi riscontri e le prime ipotesi di articolazione nel Piano Strutturale Associato che vede uniti oltre Rossano e Corigliano anche Cassano, Crosia e Calopezzati.
È utile sottolineare come già oggi un PSA in questa direzione rappresenti una prima tappa del processo di fusione. Orientare il PSA nella direzione dell’unificazione significherebbe non solo una scelta, pur necessaria, di un modello organizzativo delle relazioni tra le città, ma anche una chiara e netta scelta di campo in direzione della riqualificazione edilizia, attraverso l’azzeramento del consumo di suolo e la rottamazione con premialità.
C’è poi la questione della unificazione strutturale che, secondo me, andrebbe ad un piccolo gruppo di esperti che delineino un modello con i relativi tempi di attuazione. La mia proposta è che la nuova città unita, in un’epoca di diffusione di massa delle tecnologie dell’informazione, deve necessariamente essere la città digitale che metta in rete i servizi e dematerializzi i procedimenti amministrativi abolendo il cartaceo.
Quanto agli obiettivi socio-economici vorrei ricordare che occorre evitare da un lato le lamentazioni e, dall’altro, i grandi proclami per effetto dei quali la colpa dei nostri problemi è sempre degli altri.
Un recente studio dell’Osservatorio Banche-Imprese, nel disegnare uno sviluppo dell’economia meridionale a macchia di leopardo, ipotizza tassi medi di crescita del valore aggiunto nel periodo 2014-2020 che pongono Rossano e Corigliano rispettivamente all’8° e 9° posto nella graduatoria regionale con valori di incremento dell’1,3 e dell’1,2%, che fanno seguito a decrementi nel periodo 2008-2013 rispettivamente di – 4,3 e – 3,6% con un modesto contributo dell’industria (6,9%) ed una eccessiva incidenza dei servizi pari all’85,7%.
Una ultima annotazione sintetica per ribadire che la prima cartina di tornasole della reale volontà di unificazione sta nelle cose da fare subito. Occorre formulare entro gennaio un calendario ed una ipotesi unitaria di gestione delle manifestazioni estive, censire unitariamente il patrimonio dei beni culturali, unificare le due protezioni civile con un Piano Unitario, integrare le due polizie municipali nei momenti di reciproco bisogno, integrare i servizi di protezione ambientale e di tutela del patrimonio forestale. Va da sè che nell’adozione del Bilancio di Previsione 2015 dei due Comuni siano previste anche le prime necessarie risorse finanziarie. Ricordo agli immemori che un antico detto popolare postulava: “Chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non ne impegna” che è come dire che di buone intenzioni sono lastricate le vie del mondo.

Tonino Caracciolo
Esperto di pianificazione territoriale

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