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Fusione Corigliano-Rossano: adesso bisogna lavorare sodo

Mario oliverio

Il Governatore della Calabria, Mario Oliverio

Se vogliamo che Corigliano e Rossano diventino davvero, nei fatti e non solo sulla carta, la terza città della Calabria, c’è bisogno che questa fusione sia accompagnata da fatti concreti con l’ausilio di competenze, lavoro e passione. Non ci sono altre strade. La legge è stata approvata dal Consiglio regionale lunedì 29 gennaio. Il 31 marzo nascerà ufficialmente il nuovo Comune. Il futuro Commissario prefettizio, coadiuvato dai Sindaci di Corigliano Giuseppe Geraci e di Rossano Stefano Mascaro, da una consulta di lavoro e dal Formez, avrà l’onore e l’onere di far nascere quella che ieri sera a Rossano il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha definito il “vero motore” dell’intera Regione. La futura città Corigliano-Rossano (insieme 80000 abitanti circa), quindi, si candida a dover svolgere un ruolo  trainante per tutto il territorio. Per far si che tutto ciò avvenga, però, sono necessari alcuni interventi propedeutici a tutto il resto. Altrimenti si rischia di fare flop.

PUNTARE SU INFRASTRUTTURE, URBANISTICA, SERVIZI E SVILUPPO DELL’ECONOMIA

Quello che è iniziato è un processo irreversibile, lo ha detto a chiare lettere ieri anche il Presidente Oliverio a Rossano nel corso di un dibattito organizzato dalla Regione Calabria. Erano presenti anche il Presidente della Commissione affari istituzionali Franco Sergio, i due Sindaci Geraci e Mascaro, lo stesso Oliverio. Presenti anche alcuni consiglieri regionali e l’ex consigliere Giuseppe Graziano, riconosciuto quale vero “padre politico” di questo grande progetto. Adesso bisogna lavorare: è l’imperativo lanciato da tutti gli intervenuti. Lavorare affinché si costruisca la nuova grande Città. Un lavoro non facile e su cui bisogna investire tutte le risorse. Bisogna pretendere la riapertura del Tribunale di Rossano. Bisogna dire all’Enel cosa vuole davvero fare con quel mausoleo ormai dismesso. Il nuovo ospedale della Sibaritide verrà ultimato nei tempi stabiliti (max tre anni), ha detto Oliverio. La Zes verrà allargata anche al porto di Corigliano. Dovrà essere progettato un nuovo modello di trasporti. Istituire collegamenti ferroviari veloci con l’aeroporto Crotone. Pretendere una statale 106 comoda, veloce e moderna. Pensare uno a sviluppo urbanistico omogeneo e aperto al futuro e ai bisogni della comunità. Tutto questo significa avviare una serie di lavori pubblici che porteranno economia mobile e maggiore occupazione. Cresceranno gli investimenti e i consumi. L’economia ritornerà a camminare. E’ quello, in fondo, che si chiede a questo nuovo corso storico.

 

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