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Fusione comuni, Patrizia Uva: “Perché è saltato il previsto consiglio a Rossano?”

Patrizia Uva

Patrizia Uva

Fusione dei Comuni di Corigliano e di Rossano, perché è saltato il previsto consiglio comunale cittadino chiamato a confrontarsi e ad approvare una delibera di indirizzo su questa storica occasione per l’Area Urbana? Cosa c’è sotto? Cosa è intervenuto, negli ultimi giorni, di così importante e dirompente da suggerire ed imporre lo stop improvviso ad un percorso istituzionale che, almeno nella nostra Città, pareva essere avviato senza ostacoli né diffidenze?
A chiederselo è la presidente del gruppo consiliare misto Patrizia UVA per la quale siamo di fronte, per l’ennesima volta, a colpi di scena incomprendibili su questioni cruciali per il territorio e che esigerebbero maggiore senso di responsabilità.
Nell’ultima riunione dei capigruppo – fa sapere la UVA – avevamo già concordato la convocazione monotematica della prossima assise cittadina sulla fusione dei due Comuni. Era stata data anche una data, lo scorso 30 agosto! All’improvviso però è saltato tutto.
Perché? Quali misteriosi ostacoli sono intervenuti? Chi non voleva il Consiglio?
Mi chiedo e chiedo pubblicamente – continua la Presidente dell’associazione socio-culturale Ali Libere – se questo freno può essere in qualche modo collegato, ad esempio, alle notizie emerse negli ultimi giorni. Mi riferisco in particolare – precisa UVA – al dibattito apertosi, anche nella nostra città con l’intervento del consigliere regionale Giuseppe CAPUTO, sulla proposta di candidatura del Sindaco di Corigliano Giuseppe GERACI a presidente della Provincia di Cosenza, secondo la nuova riforma di quell’ente.
Sono forse riemerse quelle antiche gelosie politiche e municipali, da una parte e dall’altra, che per decenni hanno purtroppo impedito a questo grande e forte territorio di ragionare, organizzarsi, costruire, governarsi e presentarsi insieme ed unito sullo scenario provinciale e regionale?
Voglio sinceramente augurarmi che non sia, questa, la lettura da dare alla cancellazione, che spero solo momentanea, della prima tappa del complessivo iter istituzionale necessario per arrivare alla fusione delle due realtà territoriali e, quindi, al rafforzamento del potere contrattuale di un’area urbana destinata, attraverso questa straordinaria e storica opportunità, a diventare la terza città più grande della Calabria. Resto convinta – va avanti – non soltanto della utilità strategica di questa via per il nostro territorio ma anche del fatto che, come spesso accade, la classe politica procede in grande ritardo rispetto ai tempi ed alle esigenze reali delle popolazioni amministrate. L’opportunità di ridurre i costi di governo locale e della stessa politica, di ottimizzare le risorse strategiche a partire da quelle umane fino a quelle materiali, il valore aggiunto in termini di promozione turistica e del patrimonio storico e culturale, sono tutti insieme obiettivi che i cittadini già hanno fatto propri. Prima della politica nostrana! Tocca allora adesso alla classe dirigente delle due città – conclude UVA, augurandosi che venga presto convocato a Rossano il Consiglio sul punto – mettere da parte scheletri, invidie, retropensieri, ambizioni personali o tentativi di giocare dietro le quinte per rallentare il corso naturale della storia o la voglia di progresso che c’è, viene dal basso e che non potrà essere derisa troppo a lungo.

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