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Il Frecciargento è un’alternativa alla mobilità della Sibaritide

Dire che il nuovo treno veloce Sibari-Roma-Bolzano metterà in ginocchio il resto delle offerte per la mobilità è come se i commensali, seduti ad una banchetto imbandito, si cibassero solo di pane e acqua, pur avendo a disposizione primo, secondo e contorno. A maggior ragione nella Sibaritide, dove al momento continuiamo ad avere sul tavolo solo un primo. Da ieri, un primo un po’ più saporito.

Il Frecciargento non manderà in crisi nulla. Non preoccupiamoci di questo. Chi è abituato a viaggiare in pullman continuerà a farlo, magari con una consapevolezza in più; quella di poter avere un’alternativa per muoversi. Piuttosto, la vera preoccupazione nasce dallo stato in cui versano le infrastrutture viarie. Ed è di questo che dovremmo preoccuparci.

Perché, se vogliamo dirla tutta il treno veloce inaugurato ieri, poi a conti fatti tanto veloce non è. Ci spieghiamo meglio. I treni cosiddetti AV, considerati tali negli standard europei, sono quelli che viaggiano su binari dedicati (dove non camminano altri treni se non quelli veloci) e superano la soglia dei 250km/h. E in Italia queste tratte si trovano solo da Napoli in su.

Certo, questo non vuol dire che il “nostro” Frecciargento non sia veloce né che non sia comodo, tantomeno che non sia utile. Questo vuol dire che non basta, non può bastare un treno ad appagare il senso di “fame” che continua a stringere la pancia della Sibaritide.

E allora che ben vengano altri treni, che si utilizzino i pullman e che si consenta loro di viaggiare su strade sicure e moderne. A proposito, l’introduzione del nuovo treno a lunga percorrenza non dovrà distrarre le attenzioni da quello che dovrà essere l’ammodernamento della Statale 106: urgentemente nel tratto Sibari-Roseto (ci sono soldi, progetti e gare d’appalto… mancano solo i cantieri), e subito dopo nel tratto Sibari-Corigliano-Rossano-Crotone.

Del resto questo è e rimarrà ad essere un territorio a trazione su gomma. Sono state prima le corriere, oggi i pullman di ultimissima generazione ad aver collegato da sempre lo Jonio cosentino con il resto del mondo. E le compagnie di autolinee sono le uniche ad aver creato delle opportunità di trasporto, dei nuovi collegamenti, seppur lenti rispetto al vasto ventaglio che offre il mondo dei trasporti ma comunque comodi ed efficienti. Non c’era alternativa. Oggi c’è, ma solo perché c’è stata una forte volontà politica che sul progetto ha investito parecchi soldini. Fosse per Trenitalia questo treno lo sopprimerebbe domani stesso.


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