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Franco Iacucci ricorda la tragedia di Civita di due anni fa

Civita due anni dopo. Quello che accadde il 20 agosto del 2018 non potrà essere cancellato. Resta indelebile dentro di noi. Dopo ore di estenuanti ricerche, la gioia per le vite salvate fece spazio al dolore per le dieci vittime della tragedia, inghiottite dalla piena del torrente Raganello. Quell’onda di fango e detriti trasformò l’escursione in un incubo. Una tragedia che scosse Civita, i Comuni del Parco del Pollino, l’intero Paese.

A distanza di due anni la comunità del piccolo comune arbereshe si ferma per ricordare i nove escursionisti e la guida che li accompagnava, Antonio De Rasis che tentò di mettere in sicurezza il maggior numero di persone prima che la furia di acqua, fango e detriti lo inghiottisse per sempre. Antonio è entrato nel cuore di tutti, conosceva bene quelle Gole, era una guida esperta, amava la montagna, il volontariato. La Provincia sosterrà l’associazione “Antonio De Rasis” costituita oggi, così come ha annunciato la sorella Amelia.

Il sindaco Alessandro Tocci, l’amministrazione comunale e la sua comunità si è rimessa al lavoro per far rinascere Civita. Desiderosa di crescere è riuscita a risollevarsi grazie al sacrificio e all’amore per la propria terrà. Quel 20 agosto non si può cancellare ma oggi Civita, un paese dalle mille ricche ricchezze, è ritornata a vivere. Attira un turismo non solo culturale ma anche di tutti coloro che amano la natura con le sue Gole incantate.

Insieme, con la collaborazione di tutti, dobbiamo lavorare per rilanciare le bellezze di questo territorio.


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