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Forza Italia all’Amministrazione: «Meno rivoluzioni e più umiltà»

Il responsabile cittadino di Corigliano Rossano Giuseppe Turano striglia la Maggioranza guidata da Flavio Stasi

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Come si fa a non essere preoccupati per le condizioni politiche e organizzative in cui si trova l’Amministrazione e di conseguenza la nostra città? La situazione è insostenibile in primo luogo per chi ha l’onere – oltre che l’onore – di guidare il Comune tra stalli burocratici, teatrini, veti politici, defenestrazioni di dirigenti annunciati sui social e poi “rientrate”, per richiamare solo alcune delle difficoltà che viviamo ormai da tempo. E’ trascorso più di un anno dal rinnovo del Consiglio comunale e a sentire i “tifosi” dell’attuale amministrazione è stato un anno ricco di soddisfazioni, pieno di traguardi e di consensi. Queste loro considerazioni sono frutto di un auto convincimento politico-amministrativo di avere ragione a tutti i costi senza pensare che un buon bagno di umiltà a volte può essere utile e rigenerante.

La realtà dice altro. A distanza di un anno la neo Amministrazione, guidata dal sindaco Stasi, ha realizzato poca cosa, rispetto alle tante problematiche che affliggono il territorio. Abbiamo sperato, forse anche creduto, che questa Amministrazione, rispetto alla quale siamo ideologicamente e politicamente distanti, potesse rappresentare realmente la tanto decantata rivoluzione, augurandoci di vedere donne e uomini impegnati nel rilancio e nella costruzione della città unica, con spirito di servizio e sentimenti di umiltà.

E, invece, ormai la speranza ha lasciato il posto alla delusione. Crisi idrica; rifiuti; macchina amministrativa, randagismo, sono solo alcuni esempi di un disastro che rischia di creare danni irreparabili! Eppure, ogni qualvolta si prova a suggerire e a proporre soluzioni alternative si ricevono risposte altezzose e lezioncine tipiche di politici di lungo corso. La Scuola rappresenta l’ennesima perla di un lungo rosario di imbarazzanti episodi. Visti gli impegni e i necessari adeguamenti che gli Istituti avrebbero dovuto organizzare, mancando poco tempo al suono della prima campanella, sarebbe stato opportuno conoscere le misure che l’Amministrazione intendeva adottare a sostegno della salute dei nostri ragazzi e alla ripresa dei percorsi educativi nelle scuole della nostra città.

Già da prima dell’emergenza Covid-19, in molte vecchie strutture scolastiche del Comune erano stati aperti dei cantieri per alcuni ampliamenti o per opere di manutenzione, a cui ora si aggiungono le opere di distanziamento sollecitate dal Ministero. Sarebbe interessante capire se tra gli istituti scolastici, i dirigenti e l’Amministrazione vi sia stato un clima di completa e sinergica collaborazione che avrebbe potuto garantire il regolare inizio in sicurezza delle lezioni, come avvenuto in altri Comuni. Secondo le direttive del Miur, inoltre, per agevolare le norme di distanziamento, è possibile recuperare eventuali spazi dagli stabili di proprietà pubblica e per questo sarebbe stato opportuno un pronto intervento della Amministrazione.

Negli ultimi giorni, invece, circolano voci, alle quali non vogliamo credere, per cui si starebbe ricorrendo a immobili di privati senza seguire l’iter normativo! Bisognava attivarsi per tempo, affinché i nostri alunni, soprattutto i più piccoli, potessero riprendere la regolare frequenza scolastica da settembre, senza andare a penalizzarli ulteriormente, perché benché la didattica a distanza sia stata una risorsa in periodo di lockdown è necessario immaginare di concretizzare la possibilità di aule adatte per le lezioni in presenza. E’ necessario e urgente che il nostro Comune predisponga o quantomeno programmi, soluzioni utili per il regolare svolgimento dell’anno scolastico.

La mancanza di lungimiranza e programmazione non si può ripercuotere sui cittadini, in particolare come nel caso in questione, sulle centinaia di famiglie, genitori, insegnanti e figli, che non possono e non devono pagare il prezzo di eventuali inadempienze della politica. Sui temi più strategici e sensibili come questo della scuola sarebbe stato utile aprire un tavolo di confronto, per non abbandonare i Dirigenti a loro stessi nella predisposizione delle misure più adeguate ad una regolare ripresa dell’attività scolastica, sia pur nel rispetto delle precauzioni che l’emergenza ancora in atto impone. Invece, fino a pochi giorni fa abbiamo solo ricevuto rassicurazioni e comunicati autocelebrativi sul numero degli istituti funzionanti. La realtà, purtroppo, dice altro. Auspichiamo, quindi, una chiara e netta inversione di rotta altrimenti, più che alla rivoluzione, bisogna pensare alla ritirata!


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