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Fondi fusione, Stasi: con Anci si cerca soluzione

Stasi, intervenuto ad incontro ad hoc a Roma sulla questione fondi fusione, auspica che si eviti la rottura del patto comuni-governo

fondi fusioneFondi fusione, il Sindaco Flavio STASI stamani (giovedì 11 luglio), in rappresentanza dell’unico comune meridionale presente e del più grande fra quelli interessati dalla questione, ha partecipato a ROMA, alla riunione ad hoc tra i comuni nati da fusioni. L’incontro è stato convocato dal segretario generale dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), Veronica NICOTRA. – Ospitato nella sede dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha avuto come oggetto le criticità che i comuni di nuova istituzione devono affrontare relativamente al contributo erariale previsto dal fondo nazionale.

Oltre al rischio, tra gli altri prevedibili, di non consentire un corretto avvio delle esperienze più recenti – ha dichiarato Stasi – e di mettere in discussione la stessa erogazione e la gestione efficace dei servizi da parte degli enti che hanno creduto in questo percorso innovativo, la diminuzione delle risorse destinate ai comuni che hanno scelto la fusione, manifestandosi essenzialmente come una questione di etica istituzionale, andrebbe ad intaccare quel fondamentale patto di fiducia tra il Governo nazionale le autonomie locali; sulla base del quale si alimenta anche il contratto sociale tra amministratori locali e cittadini.

SI E’ DI FRONTE A UNA SPIRALE IRREVERSIBILE

È stata unanimemente condivisa tra i colleghi presenti – continua il Sindaco – la necessità che il Governo nazionale trovi con celerità una soluzione adeguata. Necessario coprire un gap di risorse economiche che interviene per altro in un momento particolarmente delicato per gli enti locali; il cui esercizio finanziario già in corso implica che gli stessi abbiamo già pianificato spese ed investimenti. In questa stessa direzione – va avanti – si muoverà l’ANCI nazionale che, così come è stato garantito, promuoverà nei prossimi giorni iniziative per sensibilizzare il Governo, in particolare i ministri dell’interno e delle finanze, per individuare i circa 31 milioni di euro necessari a rimpinguare il fondo in questione, rimasto invariato rispetto all’incremento del fabbisogno rappresentato dal maggior numero dei comuni fusi.

Una soluzione – conclude STASI – che, quindi, non soltanto non è impossibile ma che risulta ancor di più auspicabile e percorribile se si considera che non si è di fronte ad una spirale irreversibile, andandosi incontro nei prossimi anni ad un fisiologico turnover tra i primi comuni fusisi che saranno in uscita dalla fascia e dai termini previsti per il beneficio finanziario rispetto a quelli che invece che vi entreranno o che vi sono entrati da poco perché di recente fusione, come ad esempio CORIGLIANO-ROSSANO.


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