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Fondi fusione, lettera aperta del sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi

Di seguito la nota stampa del sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi. La ripartizione dei fondi stanziati dal Governo per i comuni fusi non può e non deve essere oggetto di divisioni politiche o territoriali, al contrario richiede unità di intenti e visione futura. Né bisogna ridurre la portata politica e culturale della fusione di Corigliano-Rossano ad un mero strumento per ottenere qualche risorsa finanziaria in più. L’oggettiva e sacrosanta indignazione causata dalla diffusione dei dati sulla ripartizione dei fondi per i comuni fusi, che “premia” Corigliano-Rossano con soli 800 mila euro su un massimo previsto di quasi 2 milioni di euro, deve essere ricondotta ad un ragionamento nel quale coinvolgere tutte le forze politiche del territorio e tutte le rappresentanze istituzionali della Calabria, di qualsiasi schieramento. Sia chiaro: non v’è alcuna decurtazione di fondi in grado di limitare il significato e la portata di quanto sta accadendo dalle nostre parti, con una città di 80 mila abitanti, forte ed unita, che è stata già in grado di superare i limiti storici del campanilismo e che presto, insieme a tutti i comuni della fascia costiera, aprirà una nuova fase di pianificazione e sviluppo del territorio.

 Ma se è vero che la fusione rappresenta uno strumento importante per riformare la geografia istituzionale e rendere più efficienti gli enti locali, con ripercussioni positive a medio termine tanto per le comunità quanto per lo Stato stesso, allora ritengo che la questione dei fondi straordinari debba essere affrontata apertamente e richieda un atto politico del governo che tenga conto di tale importanza. Invito quindi a mettere da parte gli schieramenti e mi appello ai parlamentari del territorio ed a tutti coloro che si sono interessati in questi mesi, ai consiglieri regionali, al Presidente della Regione, all’ANCI, ed al Ministro per la Coesione Sociale affinché, di concerto con i Sindaci dei comuni fusi a partire dal Sindaco di una città di 80 mila abitanti, chiedano al Governo ogni provvedimento necessario per fare in modo che tali fondi siano adeguati all’importanza dei processi amministrativi, ma anche culturali e sociali, oggetto di questi stanziamenti.

Il punto, quindi, non è individuare delle responsabilità, ma dare risposte ai territori e determinare la direzione verso la quale condurre il Paese. Se si intende procedere verso il processo di riforma e semplificazione generale sbandierato spesso in campagna elettorale e continuamente ripreso in ogni dibattito politico, allora è necessario prendere atto della insufficienza dei fondi e rimpinguarli significativamente, tanto per sostenere le comunità – come la nostra – che coraggiosamente hanno già intrapreso questo cammino, quanto per manifestare concretamente la propria volontà e coerenza politica. Sono fiducioso che il Governo, esortato dalle rappresentanze parlamentari e dalle Istituzioni territoriali interessate, comprenderà la rilevanza e l’urgenza di un tale provvedimento e stanzierà le risorse necessarie per permettere ai Comuni fusi di avvicinarsi a quel tetto massimo di contributo straordinario sui quali gli Enti e le comunità contano legittimamente.

 Tale urgenza politica riteniamo non lascerà indifferente nemmeno il Governo Regionale della Calabria, sia per l’opportunità di rafforzare lo stanziamento autonomo regionale destinato ai comuni fusi e determinare gli incentivi straordinari previsti dalla legge 15/2006, sia per l’individuazione di quei “percorsi agevolati” sui quali la Regione si è impegnata nei confronti della nostra comunità.


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