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Flavio Stasi: nefrologia, ci aspettiamo smentita dall’Azienda Sanitaria

flavio stasiA seguito della deliberazione da parte del Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao circa l’Ordinamento degli uffici e servizi del Comune (relativamente al quale è stato dichiarato che non esistono imboscamenti), il consigliere comunale Flavio Stasi replica alla nota stampa del comune in cui si è fatto cenno all’assenza dello stesso Stasi e di Ernesto Rapani. Che nei giorni scorsi avevano sollevato la questione in oggetto. “Se fossimo stati convocati dalla Prefettura – ha dichiarato Stasi – di certo avremmo relazionato su queste ed altre anomalie. Tuttavia in questo caso ad essere stato convocato è stato soltanto il Segretario Comunale. Il quale a sua volta, e in maniera arbitraria, avrebbe voluto trascinarci insieme a lui.

Probabilmente intendeva annacquare una discussione che non ci interessava e continua a non interessarci. Anche perché, relativamente ad alcune circostanze, abbiamo già deciso di rivolgerci ad altre Autorità. Nel frattempo, però, la città continua a cadere nel degrado senza nessuna guida. Senza una classe politica che abbia l’autorevolezza non dico di riconquistare il terreno perduto, ma quanto meno di evitare di perderne dell’altro. Il solo fatto che il reparto di Nefrologia possa essere messo in discussione senza alcuna smentita da parte delle Autorità Sanitarie ci fa capire il livello di attenzione.

FLAVIO STASI: POTENZIARE SPOKE CORIGLIANO-ROSSANO, O MOBILITAZIONE SARA’ INEVITABILE
flavio stasi

Scura in visita nel reparto di Nefrologia di Rossano

Per quanto riguarda nello specifico il reparto di Nefrologia, ci aspettiamo che da qui a poche ore giunga una smentita netta da parte della Direzione dell’Azienda Sanitaria di Cosenza. Che, oltre ad escludere la chiusura o il solo depotenziamento del reparto, scandisca chiaramente i prossimi passi per il potenziamento dello Spoke Rossano-Corigliano. E in particolare l’integrazione di nuovo personale medico e para-medico (comprese le dirigenze mediche). Che copra le varie e numerose criticità oggettive che si registrano oggi nei due presìdi dell’area ionica.

In caso contrario temiamo sia inevitabile tornare a mobilitare il territorio. Che è senza più alcuna possibilità di dialogo con delle istituzioni che si sarebbero dimostrate non solo irresponsabili ma anche scorrette. Un’ipotesi che auspichiamo venga presto smentita dai fatti.

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