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Flavio Stasi: sulla fusione viaggiare spediti

flavio stasi“Ci auguriamo che il Consiglio Regionale approvi in breve tempo la legge di istituzione del nuovo comune Corigliano Rossano”. A dichiararlo è Flavio Stasi, consigliere comunale del movimento Rossano Pulita. “La nostra priorità è sempre stata quella di procedere spediti verso il processo di fusione; senza inutili dilazioni. Per questo ci auguriamo che si proceda alla propedeutica fase di commissariamento. Col fine di ridare al più presto la parola ai cittadini della città unica. Affinchè possano scegliere la classe dirigente che dovrà governare i primi passi del nuovo comune.
Una celerità necessaria in primis perchè il nostro territorio, tutto, non ha tempo da perdere. E la nascita della nuova città, se ben governata, potrebbe ridare slancio all’intera area ionica.
Inoltre, come movimento politico abbiamo affrontato la campagna referendaria battendo molto su alcuni obiettivi per noi fondamentali sul tema della fusione.

Assumendo l’impegno di lottare per raggiungerli; a partire dalla tutela dei due centri storici e dalla istituzione concreta e funzionale dei municipi quali organi democratici intermedi tra i cittadini ed il nuovo ente. Per questo nella giornata di oggi abbiamo inoltrato, all’attenzione della Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale, due proposte di emendamento alla Legge di Istituzione del nuovo comune. Che provano a dare degli indirizzi costruttivi alla nuova città. E che, soprattutto, provano a dare ulteriore slancio positivo alle due comunità. Il primo riguarda i due centri storici. I quali molto probabilmente, in prospettiva, vedranno il trasferimento di alcuni uffici comunali in zone più baricentriche; con un ulteriore indebolimento del tessuto commerciale della zona già fiaccato da vari trasferimenti, accorpamenti e chiusure.

FLAVIO STASI: ATTRIBUIRE AI MUNICIPI PARERI VINCOLANTI SU SPECIFICHE TEMATICHE

Il nostro emendamento propone di impegnare il nuovo comune ad utilizzare obbligatoriamente una parte dei contributi per la fusione, provenienti da Stato e Regione, proprio nella messa in sicurezza e valorizzazione dei due centri storici; fino a 600 mila euro l’anno. Non si tratterebbe di una cifra che risolleverebbe d’incanto i due centri storici. Ma certamente si tratterebbe di un impegno che invertirebbe la rotta rispetto all’abbandono, perpetrato negli ultimi anni, dei due splendidi centri. Il secondo emendamento riguarda i municipi. E propone che lo statuto del nuovo comune possa attribuire ai municipi anche dei pareri vincolanti su specifiche tematiche. Questo eviterebbe che i municipi diventino degli inutili organi meramente consultivi.

Sempre sui municipi, inoltre, si propone di abbassare il bacino demografico utile a costituirli, da 8.000 cittadini a 3.000. Istituire dei municipi da almeno 8.000 cittadini, infatti, in un territorio con l’estensione e la densità demografica della nuova città, significherebbe imporre la costituzione di “Municipi insalata”. Che dovranno per forza comprendere contrade anche molto distanti e quindi con esigenze molto diverse. Anche questa eventualità svilirebbe il ruolo dei municipi; i quali abdicherebbero all’importante ruolo di istituzione intermedia per i centri storici, le località marine e le contrade, cioè di avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini.

ISTITUZIONE DI UN CONSULTA APERTA ALLA SOCIETA’ CIVILE

Ovviamente è compito dei Consiglieri Regionali della Commissione proporre e discutere emendamenti alla legge: ci auguriamo che le nostre proposte vengano condivise negli indirizzi che tentano di dare alla nuova città e offrano spunti di discussione alla Commissione nonché al territorio tutto. Infine ci sentiamo di condividere l’emendamento proposto dalla CGIL sulla istituzione di una consulta aperta alla società civile che accompagni il Commissario (ed i due sindaci) nella fase di armonizzazione del nuovo ente prevista dalla legge: le decisioni che verranno prese in quel frangente sono fondamentali ed è quindi altrettanto fondamentale che vengano prese con la massima condivisione possibile nelle comunità. La consulta proposta ci sembra uno strumento utile al raggiungimento di questo scopo”.

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