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Filippelli: Il Sindaco chieda scusa per l’ennesima bugia

FilippelliFilippelli: E’ finita l’era in cui si poteva dire qualunque cosa a mezzo stampa o con manifesti. Il sindaco e la lista di collocamento che hanno firmato quel manifesto insensato, infarcito di bugie e autocelebrativo. Più volte invitati a presentare le prove delle loro affermazioni si sono sempre tirati indietro. Sono per questo di nuovo qui a chiedere con fermezza ai firmatari del manifesto di Evoluzione. In primis il Sindaco collocatore, di rendere pubblici i documenti che attestano le polizze stipulate con la mia agenzia di assicurazioni e gli incarichi ai miei parenti.

IL SINDACO CHIEDA SCUSA

Sfido il sindaco sul piano della verità. Infatti, se gli incarichi al cognato dell’assessore e gli altri fatti dichiarati sono pubblici e tutti i cittadini possono controllare nei documenti del comune non v’è traccia di polizze o incarichi a parenti del consigliere Filippelli. Ribadisco: Russo mostri pubblicamente i fantomatici documenti di cui parla o taccia, che a parlare a vanvera sono bravi tutti. Tanto non costa nulla. Anzi, costa eccome, dato che il Comune spende bei soldi per pagare i suoi comunicatori.

Inoltre mi preme continuare a chiedere a gran voce il Consiglio Comunale aperto sull’esproprio degli eredi Speranza. Posso intuire le motivazioni del sindaco, che non vuole farlo perché ha paura di quello che dovrebbe raccontare ai cittadini. Per giustificare un’operazione i cui vantaggi sono solo per pochi privati e non per la collettività. Capisco bene che non sia facile dover spiegare alla gente che i soldi di tutti vengono spesi per gli interessi di pochi. E che quindi ci si aggrappi in maniera fumosa al regolamento pur di non andare incontro ad una vera e propria figuraccia pubblica. Ma insisto: inutile fare gli assessorati alla legalità se poi ci si comporta in questo modo.

Quindi, cari collocati evoluti, se ne siete capaci, invece di passare la giornata a decantare la trasparenza dell’amministrazione, che in questo caso è piuttosto un’arma a doppio taglio, fate l’unica cosa che possa restituirvi un minimo di dignità: chiedere scusa ai cittadini di Crosia per l’ennesima bugia raccontata.

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