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Il no di Filareto al carbone: un trattato anacronistico

franco-filaretoROSSANO – Ci sarebbe risultato impossibile inserire per intero un comunicato di 6 pagine a noi pervenuto (per il testo completo rimandiamo al nostro sito internet: http://www.ecodellojonio.it/lex-sindaco-filareto-sulla-centrale-enel/), dell’ex sindaco di Rossano, Franco Filareto, in cui si fa un chiaro riferimento alla spinosa questione della riconversione della centrale Enel, il gigantesco complesso industriale, simbolo della florida Rossano degli anni ’70, che vedrà invece, nel 2015 il definitivo spegnimento dei motori.

Il professore Filareto punta il dito su un’eventuale riconversione a carbone «la più inquinante fonte di energia» dicendo che «è spudoratamente falso tentare di indurre a credere che il carbone crea sviluppo e occupazione». Parla di questo progetto come di «una sorta di cavallo di Troia…in quanto contrariamente al nome dato al progetto, le energie e fonti rinnovabili avrebbero un apporto del tutto marginale».

Nella nota diramata, continua dicendo che «la centrale Enel a carbone prevederebbe la movimentazione di 1.950.000 t. di polverino di carbone nel golfo di Corigliano-Rossano e non in mare aperto».

Inoltre «per le operazioni di funzionamento (trasporto biomasse, approvvigionamento di calcare, smaltimento di gesso e ceneri) prevederebbe il transito sulla SS.106 di circa 17.300 camion pesanti». L’ex sindaco è sicuro del fatto che la centrale «manterrebbe soltanto gli attuali livelli di occupazione…senza portare all’insediamento nel territorio di nuove attività industriali ed imprenditoriali».

Ancora, una eventuale centrale a carbone «sorgerebbe in un’area di straordinaria importanza ambientale, ad alto valore agricolo, ad alta valenza culturale-archeologica e turistica, rappresentando un vulnus per gli interessi del sistema economico territoriale, nonché della flotta peschereccia di Corigliano». Pertanto il carbone è «incompatibile con il piano strutturale in forma associata, con l’accordo territoriale di programma, con il piano energetico ambientale regionale e con il PTCP della Provincia di Cosenza».
Ad oggi, sappiamo per certo che Enel ha bandito dai propri piani energetici l’utilizzo del Carbon Fossile, quindi una dissertazione di questo tipo oltre a risultare fortemente anacronistica, non è compatibile con nessuna delle nostre affermazioni circa il “gigante dormiente”. La nostra Eco è stata categorica nel dire “no” al carbone unitamente ad un’intera popolazione, per cui rimandiamo al mittente la sottile accusa di generare false attese di occupazione tramite questa fonte di energia. Per l’ennesima volta diciamo “no” al carbone, ma “si” allo sviluppo di una diversa destinazione di utilizzo, magari ambientale.

m.f.
s.t.

ROSSANO – Il professore Filareto ha scritto un trattato non di filosofia, ma di politica industriale entrando nel merito e ribadendo il suo no al carbone. De L’Eco dello Jonio ha letto solo i titoli e visto la simpatica vignetta. Altrimenti, non si capirebbe perché si è accanito nello scrivere che lui è contro il carbone, ritenendo che noi avremmo un concetto del carbone uguale al borotalco.

Abbiamo scritto, detto e ripetuto che noi siamo contro il carbone, più di lui. Solo che il professore ha scritto sei pagine sullo stesso argomento. Noi occupiamo il nostro tempo per dire molte altre cose, che lui come uomo di sinistra, dovrebbe avere a cuore.

In primo luogo, a gennaio una ventina di lavoratori non potrà più entrare nell’Enel. Vada il professore a spiegare a questa gente perché, sin da quando venne Scaroni nel 2005 (sotto il suo mandato i massimi esponenti Enel), non vennero presi in considerazione i pressanti moniti di quella gente che, più o meno, diceva: “Attenti, discutiamo ora, parliamo del futuro, perché fra qualche anno il problema vi scoppierà nelle mani”.

Quei dirigenti non avevano una sfera di cristallo, ma sapevano benissimo che se non si riconvertiva l’impianto di Rossano, il kilowattora avrebbe avuto un prezzo sul mercato dell’energia non competitivo, destinando S.Irene alla chiusura.

La seconda questione che ha tralasciato nel suo digesto filosofico il professore, è quella del destino di questa “cattedrale industriale”. Gli piace? Sono suggestive le due ciminiere che non fumano più, ma che allontanano comunque la gente da questi posti meravigliosi?

Terzo e ultimo problema, elemento di distrazione per il nostro, è la questione rifiuti. Novanta milioni di euro per mandare in crociera i rifiuti, la continua emergenza giornaliera con cumuli di Rsu per strada, l’assessore regionale che minaccia di pignoramento i comuni sono elementi di poco conto? Rifletta il prof. e, senza rancore, ci faccia conoscere la sua opinione sulle altre questioni che abbiamo posto. In fondo, la crisi della centrale l’abbiamo sollevata noi e noi la porteremo avanti.

Il Brigante

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