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Figure specializzate per la tutela dei minori, l’avvocato Dora Mauro illustra le competenze del “curatore speciale”

di ROSSELLA MOLINARI

dora-mauroMaggiore attenzione alle problematiche della famiglia e dei minori nell’ambito di un approccio giuridico, processuale e umano che tenga conto delle mille sfaccettature e delle tante implicazioni che, per sua stessa natura, la sfera di applicazione richiede. In una società quale quella attuale, in cui la famiglia in primis è spesso in crisi, si avverte sempre di più l’esigenza di intervenire a supporto, delle famiglie e dei minori, con professionalità adeguatamente formate, in tutte quelle situazioni in cui sono richieste competenze specifiche. In tale contesto trovano applicazione figure deputate alla mediazione familiare, oltre che i tutori, gli assistenti di sostegno e i curatori speciali. È proprio su quest’ultima figura, quella appunto del curatore speciale, che si concentra l’attenzione dell’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia, un’associazione di avvocati di famiglia accreditata presso il Consiglio Nazionale Forense. Strutturata in 70 sezioni territoriali (coincidenti con altrettanti sedi di tribunale) e con oltre 1600 associati, è tra le associazioni forensi più rappresentative ed ha come obiettivi la ricerca e lo studio dell’evoluzione e delle tendenze del diritto di famiglia, nonché la promozione di iniziative di studio, confronto, dibattito, formazione e aggiornamento professionale. La Sezione di Rossano, presente sul territorio da circa quattro anni, è presieduta dall’avvocato Dora Mauro, subentrata di recente all’avvocato Michele Marincolo il quale riveste la carica di presidente onorario. La sezione rossanese, che ha anche una propria pagina Facebook costantemente aggiornata su tutte le ultime novità nel panorama del diritto di famiglia e di tutela dei minori, tra le varie attività, oggi  lavora per giungere alla istituzione anche nel nostro comprensorio di un elenco di “curatori speciali”, attualmente non presente ma del quale si avverte forte la necessità in un territorio in cui le problematiche minorili e nella famiglia sono largamente diffuse e investono vari settori. Così come si registra l’esigenza di incidere maggiormente nel campo della mediazione familiare, ambito finora spesso trascurato.
“Il Legislatore – afferma Dora Mauro – ha previsto queste figure, che si rivelano fondamentali in una serie di situazioni in cui l’approccio giuridico, da solo, non è sufficiente a garantire la risoluzione di tante problematiche relative ai minori. Perché, quindi, non utilizzarle? Come ribadito anche nel documento di sintesi sottoscritto al termine della giornata di formazione sul “curatore speciale” del 30 ottobre scorso tenutosi a Crotone, che ha visto la partecipazione di tutte le sezioni calabresi nonché del presidente nazionale avvocato Gianfranco Dosi, è necessaria un’ampia sinergia fra le varie figure di riferimento del settore che consenta di affrontare le diverse problematiche con professionalità, responsabilità, delicatezza di mente e di cuore”.
Partendo dal presupposto che “i minori sono soggetti di diritti e non oggetto di tutela e protezione”, quali sono gli ambiti in cui trova applicazione la figura del curatore speciale?
Nei casi in cui non è possibile che a rappresentare un minore siano i genitori o un tutore, il giudice può nominare il “curatore speciale” che ne assume la rappresentanza nel processo e per tutti gli atti indicati dall’organo giudicante. Un aspetto estremamente delicato è quello poi  relativo all’attività che in concreto il curatore è chiamato a svolgere nell’ambito, per esempio, del processo minorile, desumibile dalla Convenzione di Strasburgo, la quale, all’art. 9, prevede che  il curatore debba “informare il fanciullo in maniera pertinente riguardo alla procedura, fornirgli spiegazioni in merito agli effetti delle opinioni espresse dal minore e sulle possibili conseguenze delle azioni promosse dal rappresentante del minore stesso…”; ha inoltre l’obbligo giuridico di esprimere anche la propria volontà, la quale deve essere guidata esclusivamente dall’interesse superiore del minore in nome del quale agisce.
Il curatore interviene in diversi casi, dalle separazioni alle procedure di adozione o, come verificatosi dinanzi al Tribunale di Palmi (dove già esiste l’elenco dei curatori speciali) anche nelle azioni di disconoscimento di paternità, nonché in tutti i procedimenti in cui il minore risulta parte offesa e danneggiata da un reato commesso da un adulto con il quale esista rapporto genitoriale o di tutela. Si tratta quindi di una figura che richiede competenze specifiche, professionali e umane, su cui oggi è necessario accendere i riflettori. Da qui gli input partiti dall’incontro di Crotone, tesi a sensibilizzare sulla importanza del “curatore speciale” nei procedimenti, ad esempio sul mancato rispetto dell’obbligo scolastico, o per tutto ciò che concerne la presenza sul nostro territorio di minori stranieri. L’obiettivo è quello di promuovere appositi protocolli d’intesa con i Tribunali e gli Ordini professionali per valorizzare le cosiddette “figure di tutela”, promuovere la costituzione di sportelli in convenzione Asp per le vittime di violenza,  di sportelli d’ascolto e di consulenza nei Comuni per le problematiche di diritto di famiglia e minori, come già, quest’ultimo, esistente presso il Comune di  Castrolibero ove l’Osservatorio sul diritto di famiglia sezione di Cosenza,  attraverso un apposito protocollo con il Comune, ha istituito lo sportello “Famiglia e minori”.
“Stiamo lavorando per raggiungere tali obiettivi anche da queste parti, dove si registra la necessità di poter ricorrere anche a tali figure specifiche e  – conclude l’avvocato Dora Mauro – offrire una completa e adeguata formazione nella materia del diritto di famiglia, in modo da giungere alla istituzione di un elenco dal quale il giudice può attingere in tutti quei casi, e sono tanti, in cui la presenza di un curatore speciale è fondamentale per una reale e attenta attività a tutela del minore”.

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