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Festa SS. Achiropita, mons. Galantino: “Un’occasione per reagire al fatalismo

Si è tenuta oggi nella Cattedrale di Rossano, la Solenne Celebrazione Eucaristica, per la Festa Diocesana di Maria SS Achiropita. Ad accogliere S. E. Mons Nunzio Galantino è stato l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano. Che ha salutato il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana con parole piene di gioia, affetto e gratitudine per questo Vescovo “che ha amato e ama questa terra di Calabria”. “Il nostro – ha proseguito – è un sentimento sincero di grande gioia e anche di apprezzamento e stima per come ci ha accompagnati in un momento non semplice quale l’alluvione del 12 agosto del 2015 con quella telefonata giunta nel mentre si camminava nel fango: “Vedi di cosa c’è bisogno. La Cei è con voi”. L’Arcivescovo ha poi ringraziano le autorità civili e militari presente a testimonianza di una rinnovato spirito di coesione territoriale.

SS.ACHIROPITA, GALANTINO: “NON BISOGNA ALLINEARSI ALLA MENTALITA’ RINUNCIATARIA” 

Nella sua omelia Mons. Galantino ha richiamato l’attenzione dei fedeli a vivere l’occasione della festa in onore di Maria SS Achiropita come momento da cui trarre quella forza necessaria per affrontare da cristiani quella perdita di speranza che pervade il nostro vivere quotidiano. “A fronte di una tentazione a girare al largo dai problemi che attanagliano la vita di ciascuno di noi o a lasciarci mettere in un angolo dallo sconforto e dal fatalismo – ha scandito Mons. Galantino – la festa di Maria SS Achiropita deve essere colta come occasione provvidenziale per reagire al fatalismo, per non allinearci alla mentalità rinunciataria e, in fin dei conti, egoistica che può prenderci di fronte a evidenti difficoltà. Siamo qui per domandare a Maria Santissima di risvegliare in noi il senso di responsabilità propria di chi ha scelto di osare in nome del Vangelo”.

SS.ACHIROPITA, GALANTINO: “OCCORRE PRENDERE DISTANZE DAL COMPROMESSO”

Prendendo ispirazione dalle letture del   Vangelo e dalle parole del profeta Zaccaria il Segretario generale della Cei, ha sottolineato quell’invito a “mettersi in cammino” per evitare di farsi contagiare dal male. “Non si tratta ovviamente di fuggire materialmente anche se talvolta la tentazione o la necessità lo fanno pensare. Si tratta di fuggire e di prendere le distanze da tutto ciò che è incompatibile con un’esperienza seriamente religiosa. Prendere le distanze dall’indifferenza verso chi proprio non ce la fa. dal compromesso che assicura vantaggi e privilegi. E da uno stile di vita fatto di arroganza e di sopraffazione”.  Un mettersi in cammino come Maria, colei che accolto il Signore dentro di sè, e si mette in cammino per condividere con sua cugina Elisabetta quanto di bello e di straordinario ha compiuto il Lei e per Lei il Signore.

“Camminare e fuggire per allontanarsi dal male; camminare “in fretta” per farsi testimoni credibili del Signore. Sembra questo – conclude Mons. Galantino –  il messaggio che la Chiesa voglia oggi affidarci, soprattutto attraverso l’esempio di Maria Santissima.  C’è una costante in tutto quello che la tradizione ci ha consegnato su Maria e sulla devozione nei suoi confronti: la volontà da parte del Signore di metterci accanto, nelle maniere più sorprendenti possibili, una madre e una sorella: Maria Santissima. E ce la mette accanto perché noi possiamo goderne la protezione e perché possiamo ammirarne e imitarne gli esempi”.

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