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Le ferriti di zinco continuano a provocare tumori e morte nella Sibaritide

Lettera aperta dell’ingegnere Gallo ai commissari straordinari del comune di Cassano all’Ionio

cassanoL’ingegnere Francesco Gallo, da sempre sensibilissimo alla causa delle morti di cancro nel comune di Cassano all’Ionio, scrive una lettera aperta ai commissari straordinari sottolineando come la città jonica sia tra le 44 aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Nei Comuni di Cassano Jonico, Cerchiara di Calabria e Crotone “il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche con rifiuti tossici. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini”.

Signori Commissari, Crotone-Cassano e Cerchiara individuate, tra le aree SIN più’ inquinate d’Italia è ormai un dato certo e inconfutabile. Intanto, le ferriti di zinco continuano a provocare tumori e morte a Cassano Jonio. “NESSUNA NE PARLA.Proprio recentemente, un infermiere Francesco Caputo, che opera presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dov’ è pure delegato sindacale, ha lanciato l’allarme. “Troppi casi di tumori tra pazienti dai 40 ai 60 anni, dell’Alto Jonio, che chiedono cure presso le strutture di Milano. Da Alessandria del Carretto a Trebisacce per arrivare a Corigliano-Rossano e al resto della Sibaritide, aumentano i casi di leucemie, tumori ai polmoni, all’esofago, all’apparato orofaringeo, alla prostata.” (pub. Sul  “Il Coriglianese” del 02.07.2019).

“LA PROCURA DI CASTROVILLARI HA ACCERTATO LA PRESENZA DI FERRITI DI ZINCO IN QUANTITA’ 100 VOLTE SUPERIORE AI LIMITI TOLLERATI”

Carissimi Commissari, le aree sottoposte a sequestro in località Lattughelle, nel comune di Cassano Jonio, da novembre 2013 rimangono inalteratamente ignorate; le ferriti sepolte non si toccano sono oggetto di sequestro cautelativo dalla Procura di Castrovillari, mentre la gente si ammala e muore di cancro in tutta la Sibaritide. Tutti complici silenti, un’omertà inaudita e subdola da parte delle istituzioni contro ogni pur minimo intervento di risanamento e bonifica del sito inquinato. Intanto a Cassano ci si ammala di tumore alla pleura, e i melanomi killer colpiscono a tutte le età; nessun esame epidemiologico ordinato e richiesto agli enti preposti è eseguito (perché forse inopportuno); nonostante gli accertamenti del consulente della Procura del Tribunale di Castrovillari “ accertino la presenza di Cadmio, Zinco, Arsenico e Ferro in quantità 100 volte superiore ai limiti tollerati.”

Vergogna.….istituzionale, la gente continua a morire e l’omertà delle istituzioni preposte, cari Commissari, vive in un assordante silenzio. Bene, questo è tutto quello che ci meritiamo dalla gestione della cosa pubblica; perché nessuno dice che a Cassano, ancora 18.000 tn. di ferriti di zinco sono sepolte in località Lattughelle e chi sa in quanti altri posti interrate ed occultate scorie tossiche  in fondazioni di piazzali e  scuole pubbliche?  “Quelle non pericolose sono quelle riconducibili al CIC, che hanno interrato impropriamente, anche nei piazzali delle scuole” ha spiega l’Ingegnere Vincenzo Voce di Crotone: che si occupa del problema bonifica da diversi anni. In più occasioni ha ribadito la necessità di intervenire sul territorio con una bonifica integrale, e non una semplice, quanto inefficace messa in sicurezza.

“NEMMENO UN DITO MOSSO PER PROMUOVERE INIZIATIVE D’INDAGINE”

Nessuno ne parla, neanche i Commissari; seppur informati e a conoscenza di un processo in corso presso il Tribunale di Castrovillari alla seconda udienza, “e di cui lo stesso comune non risulta costituito parte civile” come se quanto accaduto sul territorio del comune  di Cassano, non vedesse coinvolti i propri interessi nelle morti dei cittadini; che tristezza. Non hanno mosso un solo dito per promuovere una qualche iniziativa d’ indagine o qualunque provvedimento di prevenzione verso i cittadini, rivolto all’ambiente circostante e/o a coloro che sono stati coinvolti dalla presenza della tossicità e della contaminazione delle falde acquifere in tutti questi anni.

Ma scusate cari Commissari, solo a “CASSANO SI CONTINUA A MORIRE DI FERRITI DI ZINCO”, ancora nessuno si muove per le 18.000 tn. di rifiuti tossici  sepolti e/o utilizzati, senza nessuna precauzione. E intanto si muore in silenzio. Rimango a V.stra completa disposizione, qualora vorrete ritenere un confronto sulla questione lamentata, e per ulteriori ragguagli su tutta la vicenda Sindyal.

DI SEGUITO LA SMENTITA A FIRMA DELL’AVV. GIUDITTA FALBONE LEGALE DEL PROPRIETARIO DEL TERRENO IN CONTESTO

Lo scrivente, avvocato Giuditta Falbo, legale del proprietario del terreno in contesto, intende smentire il contenuto dell’articolo e quanto riportato dall’Ing. Francesco Gallo nella lettera indirizzata ai Commissari del Comune di Cassano allo Ionio. Intanto si precisa che non esiste un “Sito Lattughelle” ovvero un sito di ferriti di zinco ufficialmente riconducibile ai Siti Chidichimo Tre Ponti e Capraro, Siti di Interesse Nazionale di Crotone Cassano e Cerchiara e che non ci sono “18.000 tonnellate di ferriti di zinco sepolte in località Lattughelle” Al riguardo, giova ricordare all’autore della lettera indirizzata ai Commissari del Comune di Cassano allo Ionio che è in corso un procedimento penale dinnanzi al Tribunale di Castrovillari e che non si possono creare falsi allarmismi nella popolazione divulgando notizie e dati non ancora passati al vaglio della Magistratura. Saranno gli accertamenti tecnici che verranno disposti in sede giudiziaria a stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, la natura dei rifiuti nel terreno in contesto, la loro eventuale pericolosità e se sussistono responsabilità penali. Si ritiene, che solo dopo l’accertamento giudiziario dei fatti e solo dopo l’espletamento di tutti gli accertamenti tecnici necessari, si possano divulgare notizie effettivamente corrispondenti al dato oggettivo. Ad oggi, si può affermare che il richiamato “Sito Lattughelle” non esiste, che il dato numerico “18.000 tonnellate di ferriti di zinco sepolte in località Lattughelle” non è veritiero, che non si può parlare di “omertà inaudita e subdola delle Istituzioni”; il tutto fino a quando non si sarà chiarita la vicenda nelle opportune sedi di competenza. Nessun dato scientifico vi è infine in ordine alla palesata contaminazione delle falde acquifere o alla presunta tossicità dell’ambiente. Con la presente, dunque, si smentisce tutto quanto riportato dall’Ing. Gallo nella lettera indirizzata ai Commissari di Cassano allo Ionio.


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