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FdI-An, Ernesto Rapani sulla tutela dei più piccoli

ospedale-cosenzaRitrovata dagli Agenti della squadra volante della questura di Cosenza, da sola, in un appartamento, senza luce e senza riscaldamento, con un bassissimo tasso glicemico come hanno rilevato i sanitari dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, la bimba di quattro mesi, Nicoletta il suo nome.
All’indomani dell’8 marzo, importante giornata in cui si commemora la donna e la vittoria delle sue battaglie sociali, torna agli onori della cronaca anche quello dell’Infanzia negata e dei suoi diritti violati che vede proprio nel caso della neonata ritrovata a Rende, in provincia di Cosenza, legarsi a stretto giro a quello dell’Immigrazione clandestina e al suo dilagare.
Figlia, infatti, di una coppia di immigrati romeni, già noti alle forze dell’ordine i quali, dopo averla abbandonata in mattinata, si erano allontanati dalla loro abitazione.
La Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, composta da 54 articoli,   sancisce quelli che sono i diritti e le modalità di attuazione e nell’articolo 2 recita che tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, non ha importanza chi sono i genitori, qual è il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parlano, e nemmeno se sono ricchi o poveri.
Nonostante vi sia un generale consenso sull’importanza dei diritti dei più piccoli, ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nel nostro Paese, sono vittime di violenze o abusi, discriminati, emarginati o vivono in condizioni di grave trascuratezza.
E’ giusto e sacrosanto tutelare i diritti dei più deboli, dei bambini che non hanno voce per ribellarsi alle ingiustizie e sarebbe altrettanto opportuno affrontare a monte il problema dell’immigrazione, tasto dolente, divenuto quanto mai di urgente risoluzione dopo la folle abolizione del reato di clandestinità.
Così come più volte ribadito dal Presidente Nazionale di Fratelli d’Italia-AN, Giorgia Meloni, il tema deve essere affrontato con urgenza poiché in Italia si allargano le maglie dell’immigrazione, mentre le altre Nazioni europee applicano leggi sempre più severe. A cominciare dalla stessa Germania. Ribadisce ancora, cosa dovrebbe fare il governo per arginare l’ondata di sbarchi che rappresenta una delle attività delle bande che operano sulle coste libiche con la regia dello Stato islamico.
Bisogna mettere  fine al traffico dei barconi e dei clandestini fino a che il terrorismo islamico non sarà sconfitto e il popolo italiano non sarà più sottoposto ai rischi dell’insicurezza.
Lanciare il segnale che le porte dell’Italia sono aperte a chiunque, senza bisogno di permesso di soggiorno o contratto di lavoro è stato un clamoroso errore.
E’ tempo di azioni concrete.

Il Referente Provincia di Cosenza
Ernesto RAPANI

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