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Facciolla: «Procura a rischio paralisi»

facciolla«I risultati parlano chiaro, ma stiamo lavorando in grande difficoltà, in grande disagio. Però continuiamo a fare il nostro lavoro fino in fondo. A maggio alla Procura di Castrovillari prenderanno servizio altri due magistrati. Purtroppo non ho la stanza dove sistemarli. Il personale amministrativo è drammaticamente mancante in tutti gli uffici. Ma nel mio è una situazione particolarmente avvertita». Lo ha detto, in merito alle carenze strutturali e di personale, il procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla; a margine della conferenza stampa tenutasi nella Capitaneria di Porto di Corigliano. Dove sono stati illustrati i risultati del Protocollo di collaborazione in materia ambientale tra la Procura, il dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità della Regione, la Capitaneria e il Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia.

«La pianta organica – ha sostenuto Facciolla – non è adeguata né al territorio né al carico di lavoro che la Procura di Castrovillari ha. Quindi va rivista. Vanno, soprattutto, ripristinati con urgenza alcuni ruoli fra cui quello di assistente giudiziario che sono quelli che garantiscono assistenza al magistrato. Abbiamo continui pensionamenti e purtroppo la situazione già è critica ed è destinata a peggiorare di mese in mese. Purtroppo è una richiesta che sto facendo da più tempo. L’ho formalizzato in tutte le sedi competenti, mi aspetto qualche risposta nell’immediato perché altrimenti è chiaro che se arrivano i magistrati e non ho la possibilità di sistemarli sono costretto a metterne due nella stessa stanza e non sono stanze assolutamente grandi».

FACCIOLLA: DEPURAZIONE SOTTO CONTROLLO

Il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla ha presentato, in  una specifica conferenza stampa, un report sulle attività svolte in materia di contrasto ai reati ambientali sull’intero territorio. All’incontro hanno partecipato anche il comandate della capitaneria di Porto, capitano di fregata Canio Maddalena; il comandante del reparto aeronavale della Guardia di Finanza, tenente colonnello Domenico Tavone; per il dirigente generale della Regione Domenico Pallaria, i tecnici Francesco Petrone e Giovanni Stenta.

«Nel periodo tra luglio 2017 e gennaio 2018 – si legge in una nota della Procura – l’attività è stata condotta impiegando uomini e mezzi della Guardia Costiera di Corigliano Calabro e della sezione operativa navale della Guardia di Finanza. Prezioso supporto tecnico è stato prestato dalla struttura speciale con funzioni tecniche sui sistemi fognari e depurativi del Dipartimento Lavori Pubblici – Infrastrutture-Mobilità della Regione Calabria».
«L’attività è stata eseguita sulla base del Protocollo di Collaborazione in materia ambientale fortemente voluto dal procuratore della Repubblica e sottoscritto dal dirigente generale del dipartimento Infrastrutture-Lavori Pubblici-Mobilità della Regione Calabria, dalla Guardia Costiera di Corigliano Calabro e dal Roan della Guardia di Finanza di Vibo Valentia».

I DATI DELL’OPERAZIONE

«Ventitré sono stati gli impianti di depurazione controllati dalla polizia giudiziaria; dei quali diversi ispezionati anche dai tecnici della Regione Calabria. Questi hanno imposto delle prescrizioni atte ad eliminare le deficienze di gestione o strutturali riscontrate; che causavano il mal funzionamento dell’impianto».  È detto nella nota della Procura della Repubblica di Castrovillari.
«Numerosi i corsi d’acqua ispezionati e monitorati – aggiunge – mediante campionamento delle acque per le successive analisi presso i laboratori Arpacal di Cosenza; di questi  3.200 metri lineari di corsi d’acqua soggetti a vincolo paesaggistico ambientale sono stati posti sotto sequestro; perché deturpati dallo scarico di reflui mal depurati di depuratori comunali ed affidati in giudiziale custodia ai sindaci competenti per territorio per le necessarie operazioni di bonifica. È inoltre in corso un’attività di polizia economico finanziaria per il recupero a tassazioni degli eventuali proventi da attività illecite».

«Otto i depuratori che – precisa la nota – a seguito delle prescrizioni impartite atte a migliorare la qualità del refluo in uscita, sono stati interessati da interventi di ammodernamento/efficientamento da parte dei Comuni competenti. Che hanno garantito un sensibile miglioramento della qualità del refluo riversato nei corpi idrici superficiali ricettori e quindi nel Mare Ionio».
«L’attività di prevenzione e repressione in materia ambientale posta in essere ha infatti sensibilmente influito sulla qualità delle acque marine costiere del Compartimento Marittimo di Corigliano Calabro. Le segnalazioni di presunte forme di inquinamento in mare pervenute alla sala operativa della Guardia Costiera sono state 90 nell’anno 2016 e solo 54 nell’anno 2017».

Fonte: Corriere della Calabria

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