Home / Attualità / Ex tribunale , Orlando rompe il lungo silenzio

Ex tribunale , Orlando rompe il lungo silenzio

ex tribunaleIl ministro della giustizia dà segni di vita sull’ ex tribunale di Rossano. E finalmente risponde a una interpellanza rivoltagli dal Sen. Raffaele Volpi, su indicazione dello stesso Matteo Salvini e sollecitata da Egidio Perri coordinatore cittadino di Noi Con Salvini. E’ il paradosso di questa nostra, difesa addirittura da un Padano. I salviniani vogliono sapere cosa vi sia dietro la chiusura del tribunale di Rossano e soprattutto chiedono di rivedere la “geografia giudiziaria” scaturita dai “tagli” operati con la legge delega del 2011, ovvero l’istituzione di un nuovo “presidio” di giustizia “nell’area urbana contigua Rossano-Corigliano” che risulterebbe essenziale a sostegno dell’innescato processo di fusione tra le due Città che contano, nell’insieme, una popolazione di circa 100mila abitanti. I contenuti della risposta saranno resi noti nel corso di una prossima conferenza stampa.

EX TRIBUNALE DI ROSSANO

Nell’interpello si ricorda come «le Commissioni Giustizia di Camera e Senato avevano chiesto al governo di esonerare dalla soppressione quei presidi che operano in zone ad alta intensità di criminalità organizzata ed in particolare di non sopprimere nessuno dei quattro Tribunali calabresi (Rossano, Castrovillari, Paola e Lamezia) ed avevano specificato che, ove proprio non fosse stato possibile mantenerli tutti, erano da salvaguardare prioritariamente quei territori con una maggiore distanza dal capoluogo di provincia, come Rossano. La stessa Commissione Europea – ricorda ancora il coordinatore cittadino – il 21 giugno 2013, indicando espressamente il caso dei tribunali di Caltagirone, Sciacca e Rossano, si era espressa per la riapertura dei presidi perché ritenuti in prima linea nella battaglia contro la mafia. Caltagirone e Sciacca sono stati salvati. Perché – chiedemmo – Rossano no? Il Ministro della giustizia sta approntando la problematica del completamento della riforma anche sulla base dei dati emergenti dal monitoraggio degli effetti della revisione, nell’intento primario di recuperare quella funzionalità del sistema giustizia che i cittadini attendono». Da quel che emerge non tutto sarebbe perso. E vi sarebbe ancora la possibilità di rivedere la scellerata scelta operata maldestramente nel 2012.

FONTE:LA PROVINCIA 

Commenti