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Ex Tribunale di Rossano, chi risarcisce i danni?

di MATTEO LAURIA

Il Tribunale di Rossano

Il Tribunale di Rossano

E’ stata una settimana movimentata quella appena conclusa per la ripresa delle attività sulla vertenza dell’ex tribunale di Rossano. A trascinare i soggetti deputati a movimentare le masse ancora una volta gli avvocati, la fondazione presieduta da Serafino Trento. Quasi la questione della soppressione fosse una pratica esclusiva delle toghe. E in effetti è così! Solo che è il frutto dell’immobilismo altrui.
Oggi finalmente sta crescendo una coscienza diversa, e in molti assumono consapevolezza della gravità dell’atto, determinato da uno Stato che ancora non riesce a fornire spiegazioni circa la chiusura del presidio giudiziario. Nelle ultime ore la fondazione ha tenuto una iniziativa presso la delegazione comunale dello scalo. Ha ritenuto di scomodare i sindaci del territorio e i rappresentanti delle sigle sindacali. I primi hanno risposto in minima parte, le parti sociali praticamente assenti. Un dato grave che va di pari passo con l’immobilismo delle masse.
Chi è chiamato a trascinare o a mobilitare le comunità evidentemente o crede poco nella riapertura del tribunale o, aspetto ancora più grave, non ha ancora capito il significato della chiusura di un presidio giudiziario. In entrambi i casi non è consentito un atteggiamento del genere, soprattutto quando si assumono cariche rappresentative. Presenti all’iniziativa gli amministratori di Corigliano, Rossano, Crosia, Mandatoriccio, Cariati, e altri pochi comuni.
Erano assenti molti sindaci, quasi tutti. Un duro colpo per chi continua a crederci. Il sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici ha preso atto delle assenze, suo malgrado, e in una intervista ha assunto l’impegno di portare all’attenzione della Consulta dei sindaci il punto all’ordine del giorno. Come si può pensare che i cittadini reagiscano se neanche i sindaci ci credono?
E come si può immaginare che i lavoratori e le lavoratrici partecipino a cortei se le organizzazioni sindacali manifestano disinteresse a problematiche di siffatta portata? Per il 5 dicembre prossimo è stata convocata una nuova assemblea a Palazzo San Bernardino, alla presenza dei sindaci e dei parlamentari di ciascun partito. Comune capofila: Rossano. Ad assumere le redini e a coordinare le attività l’assessore agli affari generali Rodolfo Alfieri. Si auspica che, almeno in quella occasione, vi sia traccia di sindacato.
D’altronde verrebbe da chiedersi: chi tutela i lavoratori delle ditte a cui sono state interrotte le commesse come la pulizia e la vigilanza? Chi porta avanti le ragioni del personale interno all’amministrazione giudiziaria in larga parte vittima della scellerata scelta di chiudere il tribunale? Chi dà risposte agli esercizi commerciali che hanno subito un drastico abbattimento degli incassi? Chi risarcisce quei commercianti che avevano investito nei pressi del tribunale e che, appresa la notizia della chiusura, si son visti buttati all’aria i loro sforzi? Diritti lesi e soprusi subiti. E lo stato di diritto? I poveri precari della giustizia che un tempo prestavano attività presso il tribunale di Rossano e che da anni sono costretti a recarsi a Crotone con tanto di spese a proprio carico chi li difende?
E al rischio costante e impellente che alla soppressione del tribunale seguano altri trasferimenti di uffici pubblici o di postazioni riconducibili alle forze dell’ordine? Una innumerevole sequela di domande che rafforza la tesi secondo la quale chi non sposa la causa della lotta per la riapertura del tribunale non può che essere bollato come un irresponsabile.

Solo chi ha le bende agli occhi non si rende conto che non esiste una mobilità pubblica capace di garantire ai meno abbienti il trasporto da e per Castrovillari, eccezion fatta per due corse all’alba e altrettante di rientro nel pomeriggio (servizio svolto da un’azienda di autolinee privata). Ecco perché l’iniziativa del 5 dicembre riveste un carattere straordinario.
Se le oligarchie di alcuni poteri non ritengono di dover contribuire a una battaglia di civiltà possono anche continuare a remare contro o starsene comodamente seduti sulle proprie poltrone.
L’importante è coinvolgere la parte sana della società civile: l’associazionismo, la scuola, i movimenti, gli ordini professioni, le associazioni di categoria, le famiglie, i cittadini comuni. Una provocazione è partita dal presidente della camera penale di Rossano, l’avvocato Giovanni Zagarese, che ha invitato i sindaci del territorio a dimettersi come segnale di protesta nei confronti di uno Stato sordo. Intanto si rimane in attesa delle decisioni che assumerà la commissione di valutazione in ordine agli effetti dell’accorpamento dell’ex tribunale di Rossano a Castrovillari.

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