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Ernesto Rapani: la passione per la politica sin dall’adolescenza

ernesto-rapani-2di ROSSELLA MOLINARI

Un legame che nasce durante l’adolescenza quello che lega Ernesto Rapani alla politica. Ritrovatosi in questo mondo quasi per caso, insieme ad alcuni amici, all’età di sedici anni è già attivista del Fronte della Gioventù.
È l’epoca in cui esistono ancora le cosiddette “scuole di partito” e lui si innamora di quella che, subito dopo, diventerà la sua passione principale. Mossi i primi passi all’interno del Movimento Sociale Italiano, è rimasto nel tempo espressione della destra. E oggi, a 49 anni, per la prima volta sfida le urne in qualità di candidato a sindaco di Rossano. Di professione architetto, sposato e padre di due figlie, coltiva gli hobby del tennis e dello jogging.
Ha sempre avuto un riguardo particolare per il mondo dello sport che, come ama ripetere, è soprattutto sociale, e si dichiara animalista convinto.
Il suo percorso politico, iniziato negli anni ’80, vede l’impegno intensificarsi nel tempo. All’età di 26 anni, viene eletto per la prima volta consigliere comunale nella lista civica “Mani Pulite per la Città”, espressione del Msi-Dn.
Era il 1993 e il responso delle urne aveva consegnato la vittoria a Giuseppe Caputo che in quell’anno diventò sindaco di Rossano inaugurando una stagione politica che vide protagonisti, tra gli altri, anche Ernesto Rapani e Giuseppe Antoniotti.
Un legame, quello fra i tre, che si sgretolò qualche tempo fa: nel 2012 si consumò il “divorzio” tra Rapani e il Pdl. In quest’ultima campagna elettorale, i tre si sono ritrovati non solo contrapposti ma su posizioni ben distanti, segnando la fine di un’epoca che ha caratterizzato, e non poco, la vita politico-amministrativa di Rossano.
Continuiamo l’evoluzione della storia politica di Ernesto Rapani.
Consigliere comunale dal 1993, nel 1997 ottiene il primo incarico di governo fino al 2001, con la delega di assessore allo Sport e all’Urbanistica che gli viene assegnata nel corso della seconda giunta Caputo.
Durante la consiliatura successiva, guidata dall’allora sindaco Orazio Longo, negli anni che vanno dal 2001 al 2006, Ernesto Rapani siede ancora tra i banchi della maggioranza consiliare e ricopre l’incarico di capogruppo del Popolo delle Libertà nonché di Presidente della commissione Urbanistica, Lavori pubblici, Ambiente e Sport.
Nei successivi cinque anni, dal 2006 al 2011, è di nuovo in consiglio comunale. Stavolta tra i banchi dell’opposizione durante la giunta guidata dall’allora sindaco del centrosinistra Francesco Filareto.
Nel 2009 viene eletto anche consigliere provinciale e, in tale veste, ricopre l’incarico di capogruppo vicario del Pdl, vicepresidente della commissione consiliare Urbanistica, Lavori pubblici e Ambiente. Nel 2011, Rossano elegge sindaco Giuseppe Antoniotti e Rapani è consigliere di maggioranza espressione del Pdl.
Nell’agosto del 2012, dopo l’adozione del decreto che sancisce la soppressione del Tribunale di Rossano, in disaccordo con la linea del partito, “divorzia” dal Pdl e approda a Fratelli d’Italia.
Continua a svolgere il ruolo di consigliere comunale fino al 2015 quando rassegna le dimissioni, unitamente ad altri consiglieri, in segno di contrarietà nei confronti delle linee guida del governo della città. Proprio quell’atto dimissionario segna la fine, anticipata di qualche mese, della consiliatura Antoniotti. Nel frattempo, in Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale diventa dirigente nazionale.
Nel 2014 è anche candidato alla carica di consigliere regionale della Calabria ma, nonostante il gran numero di consensi ottenuti, non viene eletto.
Oggi si candida a sindaco di Rossano e, superato il primo turno, attende l’esito del ballottaggio.

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