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Ernesto Rapani: centrodestra unito in ottica fusione

ernesto rapaniA seguito di una riunione fra le forze militanti nel centrodestra rossanese, convocata da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ribadita l’unitarietà fra tutti i partiti e i movimenti dell’area. «Per il bene comune – ha affermato il capogruppo consiliare di FdI-AN Ernesto Rapani – per contribuire a governare tutti i processi sociali del territorio e della città unica, a partire dalla fusione». «Abbiamo pensato di convocare questa riunione fra tutti i referenti appartenenti a partiti e movimenti di centrodestra. Per aprire un tavolo di confronto anche a seguito di un primo momento di dibattito con i rappresentati del centrodestra di Corigliano. L’intento è quello di parlare una sola lingua in una città unica e nel territorio. Per questo motivo il prossimo step sulla via dell’unità sarà quello di organizzare un incontro unitario fra i rappresentanti del centrodestra di Corigliano-Rossano.

L’obiettivo chiaro è quello di contribuire nella gestione del processo di fusione in modo coordinato. Organizzando incontri con le associazioni i categoria, con i cittadini, per approfondire e illustrare meglio quelli che sono i contenuti degli atti di impulso approvati dai consigli comunali e delle linee guida evidenziate dall’assise rossanese. Inizia così un percorso che ci vedrà insieme ai prossimi appuntamenti elettorali, a tutti i livelli; siano essi le politiche, le regionali e le amministrative del comune unico. Così da poter iniziare sin da subito a lavorare prima sui programmi e poi sugli uomini, in un’ottica di interesse collettivo e nell’esclusivo bene comune.

ERNESTO RAPANI: CONDURRE IL PROCESSO DI FUSIONE NEI TEMPI STABILITI DALLA LEGGE

Inviteremo il sindaco di Rossano – è l’ultima decisione assunta in seno alla riunione – a limitarsi all’ordinaria amministrazione. E a condurre il processo di fusione nei tempi stabiliti dalla legge. Solo così potrà contare su di noi. Diversamente ci determineremo di conseguenza. Si badi bene, non vuole essere un modo per mettere pressione al sindaco, o peggio, una minaccia. Bensì l’invito ad una presa di responsabilità e di coscienza. In considerazione della volontà sovrana espressa dal popolo lo scorso 22 ottobre a favore della fusione.

La gente vuole un cambiamento, lo vuole subito e lo ha dimostrato con quel Sì che ha abbattuto pregiudizi millenari e quello steccato ideologico che voleva le due comunità distinte e separate. Non permetterà, quindi, che l’iter si interrompa per qualche mese o, peggio, qualche anno come taluni mormorano fra i muri del palazzo di città, per beceri ed esclusivi interessi privatistici».

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