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Erika Aloe, una rossanese alle Nazioni Unite

di MARTINA FORCINITI
erika aloeNel borsone della carriera universitaria una media superiore ai ventisette trentesimi e 60 crediti maturati in un solo anno di studi. Non è un caso che Erika Aloe non abbia esitato un secondo: si è messa in lista, è stata selezionata ed è diventata uno dei 348 studenti universitari vincitori di uno stage curriculare alle Nazioni Unite. Un sogno sostituito dalla certezza di mettersi in discussione per la giovane 23enne di Rossano. Che ha subito preso armi e bagagli e dall’Università di Parma è partita alla volta di New York; dove, insieme ad altri 6 ragazzi italiani, ha vissuto appieno l’esperienza di un tirocinio nel settore socioeconomico in seno alla più importante ed estesa organizzazione intergovernativa. “Un’occasione d’oro che non potevo lasciarmi sfuggire – ha dichiarato entusiasta Erika in un’intervista alla Gazzetta di Parma -. Quando ho capito di avere i requisiti necessari alla partecipazione, ho inviato immediatamente la domanda. Nella consapevolezza di dover sfruttare questa irripetibile chance per crescere sia a livello umano che professionale”

PER ERIKA ALOE L’ATTRAZIONE DI UN LAVORO ECCEZIONALE HA VINTO SULLA LONTANANZA DA CASA

E senza dimenticare l’idea romantica ma allo stesso tempo coraggiosa dell’esperienza di viaggio e vita lontana da casa, per Erika l’attrazione di un lavoro eccezionale ha vinto su quella strana paura che sa come coglierti quando ti allontani da casa. “Per la prima volta sono rimasta tre mesi all’estero. Non sono mai stata lontana dall’Italia così tanto tempo e non ho mai partecipato a scambi interculturali tra studenti come l’Erasmus. Ma per me è stato un bel banco di prova. Che mi ha permesso di mettermi in gioco e di  provare a me stessa la capacità di affrontare questa avventura. Un’esperienza interessante che mi ha arricchito tanto, anche dal punto di vista umano. Grazie alla quale ho potuto partecipare a riunioni su temi di rilevanza mondiale, a volte quale unica rappresentante italiana presente in quelle enormi sale”.

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