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Era evaso e non andava a lavorare pur essendo autorizzato: misura cautelare in carcere

Un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare che sostituisce quella degli arresti domiciliari

L’uomo era “saltato” alle cronache locali in quanto oltre ad essere stato arrestato per ben due volte dai Carabinieri ausonici per evasione dal regime degli arresti domiciliari, dove si trova dal novembre del 2017 a seguito dell’ordinanza emessa Tribunale del Riesame di Catanzaro, che sostituiva la misura cautelare restrittiva in carcere, in quanto imputato per il reato di estorsione, avendo lo stesso richiesto alla vittima di un furto di materiale agricolo, la dazione di una somma di denaro per la restituzione della refurtiva, il cosiddetto “cavallo di ritorno”, anche in quanto incredibilmente pur essendo autorizzato a svolgere attività lavorativa presso un’azienda agricola locale, non aveva mai iniziato a lavorare per la stessa, tanto da non risultare neppure assunto dal titolare.  Il Giudice, quindi, ritenendo che in caso di reiterate trasgressioni alle prescrizioni concernenti il divieto di allontanarsi dal luogo di esecuzione degli arresti domiciliari […]rende obbligatoria la revoca degli arresti domiciliari ed il ripristino della custodia cautelare in carcere […] e ritenuto che l’uomo, nonostante le autorizzazioni da lui riconosciute ha dimostrato palese indifferenza agli obblighi impostigli, ha deciso che nel caso di specie si rendesse necessario il ripristino della misura cautelare più grave, cioè quella in carcere.

Così i militari della Stazione di Corigliano Calabro Scalo hanno prelevato dal suo domicilio A.G., queste le sue iniziali, per portarlo in caserma e dopo le formalità di rito è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione dell’A.G..


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