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Eppur si move! Comunali 2019: Stasi in fermento, Sapia pronto e Caputo? Intramontabile outsider

 REDAZIONALE

Eppur si move! Avrebbe detto, probabilmente, Galilei osservando e analizzando l’attuale fase politica di Corigliano-Rossano. Lo dicevamo nei giorni scorsi: al pallido sole della Sibaritide sembra non muoversi nulla in vista delle elezioni. Ma c’è da scommettere che sotto il sombrero i peones scrutano ogni movimento e fra qualche settimana avremo un quadro sicuramente più chiaro.

Dicevamo, delle strategie che stanno mettendo in atto Forza Italia e il Partito Democratico. Pronti, entrambi, ad una nuova svolta civica per rilanciare le aspettative delle loro coalizioni. Nessuna di queste due entità, però, ha fatto ancora la prima mossa. L’area berlusconiana, per voce del coordinatore coriglianese Gioacchino Campolo, nella scelta quasi obbligata del civismo – i tempi cambiano e con essi mutano anche le esigenze politiche – ha dato già alcuni input, chiari, sulle caratteristiche che dovrà avere una possibile coalizione liberale. Innanzitutto, il candidato sindaco non dovrà essere nessuno di quelli che fino ad ora ed in passato ha già rivestito incarichi istituzionali di spicco. Si cerca, allora, un portavoce nuovo di zecca e che comunque rappresenti la novità ed il nuovo in senso stretto.

C’è da dire, però, che in quel gruppo di Forza Italia che oggi guarda al civismo, al futuro e al nuovo, c’è qualcuno della vecchia guardia pronto a (ri)scendere in campo e a mettersi al servizio di questa grande comunità. Sappiamo tutti di chi stiamo parlando: del due volte sindaco di Rossano e già consigliere regionale Geppino Caputo. Una figura, un “mito” per alcuni, che da Primo cittadino di ferro negli anni ’90 impiantò un modello di governo – come gli piace ricordare sovente – che fece scuola in Italia e che oggi sembra ritornare spesso sulle bocche degli ambienti di destra di Corigliano-Rossano ma soprattutto sulle bocche di chi sente il timore che questa nuova città, per decollare, debba essere amministrata con la linea dura, con quel modello di governo – appunto – che ha sicuramente portato disciplina nella macchina comunale e decoro nel territorio. Insomma, quello di Caputo potrebbe essere un nome spendibile. Non adesso. Magari al fotofinish, nel caso in cui – giunti al momento di abbozzare una coalizione – non si riuscisse a trovare la quadra su un nome nuovo e di rinnovamento. Atteso che, però, nel centro destra si trovasse davvero l’uomo della rinascita che venga dalla società civile è certo che uno come Caputo non se ne starà con le mani in mano.

Spostando l’obiettivo verso sinistra, anche lì c’è movimento, per non dire fermento. Nell’area radicale e popolare (ex comunista, volendo utilizzare un termine ormai del tutto desueto!) c’è Flavio Stasi indaffarato nel suo lavoro di tessitura. Chi lo conosce sa che il suo andirivieni tra Corigliano e Rossano, oltre che per motivi professionali, si è intensificato, e di parecchio. Il portavoce di Terra e Popolo e Corigliano-Rossano Pulita nella città bizantina gode già di un fronda di sostegno che rispetto alle ultime comunali si sarebbe ampliata anche con la convergenza dell’area che fa riferimento a Tonino Caracciolo. Su Corigliano, invece, l’abboccamento Stasi lo starebbe cercando con Claudio Malavolta, imprenditore e uomo stimato nella cerchia ausonica. Ma questa trattativa, stando alle voci dei soliti ben informati, seppur avviata, rimane ancora in alto mare. Mentre, ad oggi, sembrerebbe del tutto tramontata l’ipotesi di una convergenza del Movimento 5 Stelle sul nome di Stasi. I pentastellati si starebbero organizzando per trovare un nome in house (in casa loro, che dir si voglia). Potrebbe essere forse il deputato Ciccio Sapia a guidare la schiera “grillina” alle elezioni di primavera? Si vedrà. Per ora, sono solo chiacchiere.

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