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Enel, Stasi: sul futuro misteri e chiacchiere

enel“Non ho ben compreso il comunicato della giunta Candiano-Mascaro su Futur-E di Enel”. Lo si legge in una nota stampa di Flavio Stasi, consigliere comunale di Rossano. “Un concorso sul quale gli amministratori eletti della città, cioè i consiglieri comunali, non sanno praticamente  nulla. Fatta eccezione per quattro righe dove c’è scritto tutto ed il contrario di tutto. Mentre apprendo dalla stampa che una fantomatica commissione valutatrice, in cui sarebbe presente anche il Comune, sta già valutando e selezionando dei progetti. Chi, come e dicendo cosa sta partecipando a questa commissione?

ENEL, QUESTIONE CHE NON RIGUARDA SOLO L’AZIENDA

Conoscendo le dinamiche di questa pseudo-amministrazione, possiamo immaginare chi stia gestendo la faccenda Enel. In nome e per conto proprio, come da tradizione. Del resto il sindaco facente funzioni, l’assessore al bilancio, negli ultimi anni ha dimostrato ripetutamente di considerare il Consiglio Comunale, cioè l’organo eletto democraticamente dai cittadini, come lo sgabuzzino del proprio studio professionale. L’esecutivo sgomita istericamente per la creazione di un consenso artificiale e opaco. Ma resta totalmente immobile sui problemi reali che attanagliano la città e la comunità.

Su Futur-E sia chiaro che la questione Enel non riguarda solo l’Azienda. Né solo qualche amministratore di maggioranza. Sia per quanto riguarda il futuro che per quanto riguarda l’attuale situazione occupazionale della centrale. Laddove sono in atto tentativi di ridimensionamento e strani avvicendamenti su cui intendiamo andare a fondo. Non solo ritengo che debba essere coinvolto il Consiglio Comunale quindi la città rispetto a questa questione. Ma in virtù della fusione ritengo debbano essere coinvolte anche Corigliano e le altre città del comprensorio. Sia per buon senso che per avere maggiore potere contrattuale con Enel.

Ho l’impressione invece che questa maggioranza parli di fusione solo sulla stampa. Mentre quando c’è da gestire questioni importanti non riesca neanche a dialogare al proprio interno. Una cosa è certa: l’epoca delle decisioni al chiuso delle stanze, sulla testa delle comunità, è finita.

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