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Enel Rossano, Caputo-Antoniotti: su proposte è scontro

di MARTINA FORCINITI

enelNella seconda metà degli anni ’70, Rossano provò a riscoprirsi imprenditrice: si trovò infatti a cavalcare l’euforia del progresso e della movimentazione di capitali.
E il simbolo della rinascita della città fu quella centrale a due torri che nel tempo rappresentò la tenacia di Rossano a voler diventare grande. Parte di quel sogno fece presto a concretizzarsi.
Ma, nel giro di una ventina di anni, da quando ebbe inizio il processo per la liberalizzazione del mercato, le grandi centrali termoelettriche passarono dalle stelle alle stalle.
E così oggi quella rivoluzione energetica che sta ridefinendo i connotati di mezza Europa ha messo un laccio al collo di Enel.
Alla quale è naturalmente venuta voglia di gettare definitivamente la spugna. Anche di fronte ai tentativi che, a vario titolo, vorrebbero trasformare per quanto possibile un centro di puro costo in una opportunità. Per limitare i danni.
«Nei prossimi giorni, ci confronteremo con Enel per prospettare un’idea di riutilizzo del sito della centrale termoelettrica di contrada Cutura – ha dichiarato nei giorni scorsi l’ex sindaco Giuseppe Antoniotti –. Promuoveremo un programma che prevede l’insediamento, all’interno dell’area, di un Cloud Computing con annessi laboratori per la produzione di software per l’utilizzo della rete a banda ultralarga. Non è fantascienza. Ma un piano virtuoso, maturato seguendo le direttive strategiche del Governo mirate a coprire l’intera utenza italiana – pubblica, aziendale e privata – con la tecnologia della fibra ottica. Soprattutto nelle zone “fuori mercato” per i gestori delle reti di telecomunicazione, situate perlopiù al Sud, dove interverrà direttamente lo Stato. Che ha trovato proprio in Enel il main partner del progetto. E il sito di Rossano in questo programma sarebbe del tutto baricentrico. Dunque un’idea rivoluzionaria ad impatto ambientale zero, non inquinante, ultratecnologica e che prevede l’impiego di manodopera e di figure professionali altamente specializzate».
Certamente un’idea precisa e di contenuto. Così come quella di chi si è mosso in modo completamente opposto.
«Dato per scontato che il comune è il soggetto promotore di qualsiasi progetto da sviluppare sul territorio e che nel nostro piano regolatore esiste un porticciolo turistico zonizzato a Torre Pinta – ha spiegato a L’Eco dello Jonio l’ex consigliere regionale Giuseppe Caputo – si potrebbe considerare la possibilità di spostarlo per esempio a contrada Cutura, attivando una partnership tra pubblico, privato e Regione. Quest’ultima potrebbe farsi carico del 50% della sua realizzazione, dato che il porticciolo è inserito nella rete della portualità calabrese. Enel potrebbe così sedersi ad un tavolo insieme agli amministratori e, soprattutto, agli imprenditori privati del nostro territorio, capaci di collaborare e di disegnare un progetto di sviluppo. E non si tratterebbe, come qualcuno ha volutamente frainteso, di un banale centro commerciale, ma di un centro residenziale turistico da sviluppare su 60 ettari di terreno. È un’idea che può trasformarsi in progetto – continua – nella misura in cui un amministratore, se ne è capace, riesce a dialogare e confrontarsi con gli altri attori del territorio per il raggiungimento di un obiettivo concreto. Che non è produrre un’idea tecnica, quella Enel se la sa sviluppare da sola e non dobbiamo certo suggerirgliela noi, con il rischio tra l’altro di avanzare proposte sciocche e stupide come quella di un termovalorizzatore.

Per far andare a regime un inceneritore, infatti, servono tonnellate e tonnellate di rifiuti che avrebbero trasformato Rossano in un attrattore di scorie e nel centro per eccellenza dell’immondizia calabrese. Insomma, nell’ottica dello sviluppo turistico della nostra area, quale migliore occasione da cogliere al balzo di un porticciolo turistico. Certo non è un’idea facile, va sviluppata e soprattutto confrontata. In questi 4 anni, in effetti, qui non si è stati capaci di confrontarsi su nulla. E, francamente, – chiosa – gli ultimi progetti recentemente promossi non possono che farmi sorridere».
Intanto, fra le polemiche e una questione politico-amministrativa della città che non poteva non suggestionare il clima e il decorso della vertenza, quell’aggiornamento del tavolo tecnico tenutosi in Regione il 12 ottobre scorso per discutere di riconversione (e che si sarebbe dovuto svolgere nella seconda decade di novembre, ndr) pare proprio che non s’ha da fare.
Eppure è l’ultimo barlume di speranza nella ricerca e, chissà, nella convalida di una proposta che convinca Enel a mantenere in vita il sito. Ma tanto vale che il colosso si abitui ai rinvii. Se non l’ha già fatto.

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