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Enel è una questione seria: «Chiediamo l’intervento dei parlamentari del territorio»

L’appello di Baffa (Lega-Salvini Premier), Scarcello,Vulcano e Scorza (UDC) e Adele Olivo (Il Coraggio di Cambiare l’Italia)

fratelli d'italia

«Crediamo che il sindaco della terza città della Calabria non debba aver bisogno della “balia” politica di un partito per parlare con un sottosegretario. A meno che non ci sia un’interlocuzione diretta con quello stesso partito, in questo caso il Partito Democratico, a cui il primo cittadino sta guardando da tempo con interesse per ritagliarsi un posto al sole. Non può portare ad altra considerazione la nota stampa del capogruppo del PD in Consiglio regionale che, appena ieri, ha annunciato un “incontro urgente” con il sottosegretario dello Sviluppo economico, Alessia Morani, per discutere delle sorti dell’Enel al quale prenderà parte anche il sindaco di Corigliano-Rossano. “Anche”?! Da che mondo è mondo un sindaco dovrebbe avere autorevolezza ed autonomia di alzare un telefono ed interfacciarsi con il governo o, quantomeno, con i rappresentanti parlamentari del suo territorio e rivendicare ascolto.

Invece a Corigliano-Rossano siamo arrivati all’assurdo. L’immagine è surreale ma vera: il primo cittadino che si fa accompagnare mano nella mano dal PD ad un incontro con un sottosegretario. Perché questo? Solo per una mera speculazione politica. Solo per propaganda e per facilitare il traghettamento del sindaco all’interno del Partito Democratico. La questione Enel, invero, è solo uno specchietto per le allodole. Anche perché è una vicenda così complessa che anche un bambino capirebbe che non può essere affrontata e risolta (sempre che la si voglia risolvere) con un incontro nelle segreterie del Ministero. Quindi, recepiamo che il sindaco di Corigliano-Rossano sta per tesserarsi al partito di Zingaretti, gli facciamo gli auguri anche per le sue ambizioni future ma non si mettano in mezzo inutilmente le questioni strategiche della città e del territorio. Che invece devono essere affrontare con maggiore serietà e rispetto dei cittadini.

Ricordiamo al sindaco Stasi che giace, da più di sette mesi, nella segreteria della Presidenza del Consiglio (non del Partito democratico) una richiesta di convocazione di un’Assemblea civica monotematica per avere riscontri pubblici e ufficiali sulle prospettive dell’area industriale di contrada Cutura-Sant’Irene. Un Consiglio comunale aperto al quale avevamo chiesto che venissero invitati i Ministri dello Sviluppo economico e del Sud oltre che l’Amministratore delegato di Enel. Sarà mai possibile esaudire questa richiesta? Si è in grado di mettersi in contatto con gli interlocutori istituzionali e stabilire una data? Ma, soprattutto, c’è la volontà?

Ricordiamo che la nostra città esprime ben 4 parlamentari, tutti di maggioranza e forza di governo. Ecco perché sentiamo l’obbligo di investirli del problema, congiuntamente al Governo regionale (non solo al capogruppo del PD al quale ci verrebbe da chiedere cosa abbia fatto il suo partito per risolvere la questione Enel in cinque anni alla guida della Calabria) affinché si facciano portavoce delle istanze del territorio. Solo così, probabilmente, si riuscirà davvero ad interloquire in modo costruttivo con il Governo per riaprire quantomeno una discussione sulle grandi questioni del territorio.

Ricordiamo al sindaco Stasi che quando all’epoca vestiva i panni del contestatore tout court tra le fila della minoranza consiliare di Rossano e si parlava di questione Enel, l’allora primo cittadino rossanese chiese la collaborazione fattiva di tutto il Consiglio comunale. Anche dell’opposizione. Invece oggi l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale è quello tipico dell’iconoclasta, da veri e propri Drughi da Arancia Meccanica, impegnati a distruggere e annientare l’avversario e anche le buone maniere del passato. Ma del resto, da un sindaco che consente di tramutare gli spazi del Garopoli, oggi sede del Municipio di Corigliano-Rossano e custode della memoria culturale del territorio coriglianese, in una cantina, cosa ci potevamo aspettare? Speriamo che il passaggio nel Partito Democratico lo renda quantomeno un po’ più politicamente corretto e gli trasmetta un po’ di quel bon ton istituzionale che oggi è completamente assente.


 

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