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Enel non perde il vizio: ancora rabbia e paura ai cancelli della centrale

Il lavoratore incatenatosi nei giorni scorsi davanti ai cancelli della centrale di Rossano

È passato uno sproposito di ore, oltre 730 giorni per la precisione, dallo sfarzoso arrivo a Rossano della dirigenza del colosso per presentare quel progetto Futur-E che avrebbe dovuto garantire la riconversione del polo – morente – di contrada Cutura. Di quel progetto non c’è traccia alcuna. Nulla si è mosso: ci sono stati solo rinvii, delusioni. Le ennesime parole inutili.

Ma ad inciampare nel trappolone Enel, mostrando ferite che faticano a rimarginarsi, sono ancora una volta i lavoratori; i cui destini rimangono appesi alle mosse del super gigante energetico ed anche alla reticenza degli amministratori, su cui negli anni sono rimbalzate proposte di sviluppo e prospettive espresse dalla holding. E mentre ci si continua a prodigare in annunci-bidone che rimandano irrimediabilmente a promesse trionfanti che cadono nel vuoto, le tute blu della centrale rossanese continuano a combattere la madre di tutte le battaglie: guadagnarsi il pane quotidiano.

Il filo che lega azienda e lavoratori è sottilissimo. Nel mezzo, i sindacati e il loro impegno a coniugare i desiderata dei lavoratori con le strategie aziendali. Questa volta a chiedere garanzie è Giuseppe Aprigliano, 56enne lavoratore storico dell’indotto, incatenatosi nei giorni scorsi ai cancelli di mamma Enel. Che è rimasto lì, ore ed ore. Protestando contro il mancato rinnovo del contratto da parte della ditta in cui era impiegato.

Una “vita” passata a calpestare gli asfalti del sito termoelettrico; 41 anni di lavoro – scontato all’ombra di quelle due invadenti ciminiere – di fronte ai quali ci si impietosisce molto poco se è vero, come lo è, che anche un buon padre di famiglia, lavoratore fedele e indefesso, rischia grosso.

Un problema che pende sulla testa di decine di operai che continuano a nutrire la speranza di non essere lasciati soli. E che attendono quegli atti concreti che Futur-E ha promesso ma ancora non mantiene. Da Enel, nel frattempo, giungono le consuete rassicurazioni sul futuro del lavoratore, per il quale ci si impegna a garantire l’inserimento nelle attività lavorative in corso. Il tutto mentre si continua ad evocare lo “spettro” di Futur-E, nella speranza di una rinascita della centrale a due torri che riconsegni all’area sibarita la volontà di diventare grande.

Staremo a vedere, anche se i precedenti congelano ogni ottimismo.

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