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Enel, la centrale turbogas è ancora un sito strategico nazionale? Il Governo non risponde

È questa la chiave di volta di una vicenda carica di tanti silenzi. L’ultima protesta ha scoperchiato un vaso di Pandora

Vicenda Enel, la protesta dei due lavoratori dell’indotto, che da ieri mattina stanno protestando per il mancato rinnovo del loro contratto e che dimostrare il loro dissenso si sono arrampicati sui camini della a 110 metri d’altezza, sta scoperchiando un vero e proprio vaso di Pandora. Un grande puzzle che si sta ricomponendo attorno al possibile riutilizzo della centrale turbogas, quella realizzata all’inizio degli anni ’90.

Proprio ieri parlavamo del silenzio che è calato attorno alla vicenda. In realtà è dalle scorse elezioni comunali di Corigliano-Rossano che sulla vicenda Enel è calato il silenzio. Prima il forfait di Futur-E. Poi le voci, mai ufficialmente confermate dalla società, su un possibile interessamento a riattivare l’impianto turbogas per inserirlo nel circuito produttivo dopo il processo di decarbonizzazione della filiera produttiva energetica. Ancora di concreto non c’è nulla ma pare che l’interessamento ci sia. E sia concreto. Sulla questione, anche se en passant nel corso di un Consiglio comunale, si era espresso anche il sindaco Stasi che ha dichiarato espressamente la fine di un ciclo. Quindi, chiusura totale ad ogni ipotesi di riconversione o riutilizzo dell’area a scopo produttivo.

Eppure qualcosa si muove. E a testimoniarlo ci sono alcune interrogazioni parlamentari che nei mesi scorsi (e anche di recente) hanno incalzato il Governo per avere delucidazioni sul futuro del sito di contrada Sant’Irene-Cutura. L’ultima, in ordine di tempo, è quella del senatore sovranista della Lega, Claudio Barbaro, che il 9 aprile scorso è ritornato a chiedere al Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, di svelare il mistero della centrale Enel di Corigliano-Rossano. Sia per quanto riguarda la conclusione dell’iter del progetto Futur-E ma anche rispetto allo smantellamento delle unità turbogas «qualora – si legge nell’interrogazione di Barbaro – esse non fossero più risultate strategiche e di interesse nazionale».

È questa la chiave di volta. È su questo che il Governo da due anni non risponde ed è su questo che a queste latitudini se ne vuole capire di più e meglio. C’è ancora un interesse produttivo strategico sulla nostra centrale? Se sì cambia tutto lo scenario e cambiano le prospettive.

mar.lef.


 

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